Friday, July 10, 2020

Ddl concorrenza, gli emendamenti della discordia

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In senato, a causa di alcuni emendamenti, si discute con molta asprezza su assicurazioni auto, Uber e servizi di noleggio

Prosegue a fatica e sommerso dalle polemiche, l’iter parlamentare del Ddl concorrenza (Legge annuale per il mercato e la concorrenza). Finora, il decreto ha avuto la capacità di mettere tutti d’accordo nel disappunto. A cominciare dalle assicurazioni che criticano le modifiche fatte alla Camera e gli emendamenti presentati in Commissione Industria del Senato. Secondo l’Ania (Associazione delle compagnie assicuratrici) il testo sarebbe stato stravolto. Il punto ruota intorno alla Rc auto: per l’Ania sono state soppresse alcune clausole che avrebbero portato sconti e di conseguenza benefici agli automobilisti. Le clausole di sconto erano facoltative ma avevano una funzione di contrasto alle frodi e riguardavano il risarcimento in forma specifica, il risarcimento per l’equivalente basato sulla verifica preliminare e la rinuncia alla cedibilità del credito.

Il secondo nodo da sciogliere: le auto Ncc e il servizio Uber che recentemente hanno scaldato animi e piazze (anche d’Europa). In particolare, tra gli emendamenti presentati, l’iniziativa Lanzillotta (Pd) potrebbe favorire la legalizzazione del servizio Uber attraverso l’estensione delle discipline vigenti e liberalizzare il servizio Ncc attraverso la cancellazione dell’art. 11 della legge 21/1992 con buona pace dei tassisti. In pratica si concede più libertà agli autisti di questa categoria. Finisce l’obbligo per le auto di tornare in rimessa al termine di ogni corsa e potranno avere la rimessa nello stesso comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

Per quanto riguarda Uber, il Partito Democratico spingeva da tempo per una normativa che regolarizzasse il servizio. Ora questo progetto potrebbe realizzarsi con l’emendamento presentato: il governo infatti sarebbe tenuto a varare un decreto per estendere l’obbligo di registrazione delle piattaforme, tra cui anche Uber.

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