Voucher, ecco il decreto per salvare il governo

voucher

Per scongiurare la divisione del Paese approvato un decreto per porre fine all’acquisto dei voucher

Per scongiurare la “divisione del Paese” , il Governo ha approvato un decreto legge per porre fine all’acquisto dei voucher e ripristinare la responsabilità solidale in materia di appalti di opere e servizi.

Arriva puntuale il decreto del governo per bloccare il doppio referendum indetto per il prossimo 28 maggio.

Nell’ultimo Consiglio dei ministri, il governo ha, infatti, approvato un decreto legge che ha l’obiettivo di sopprimere l’istituto del lavoro accessorio, i cosiddetti voucher, e modificare la disciplina  sulla responsabilità solidale in materia di appalti di opere e servizi. Il decreto, approvato in tempi strettissimi, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 17 marzo, la stessa data di entrata in vigore del provvedimento.

Una  misura quella del governo che solleva una questione politica molto complessa e altrettanto delicata in vista del doppio referendum del 28 maggio promossi  dalla CGIL. Un grande risultato, ha commentato la leader del sindacato, Susanna Camusso, perché il decreto del governo ha “esattamente l’obiettivo che ci siamo proposti con i quesiti referendari”. La campagna referendaria proseguirà, ha continuato il segretario Camusso, fino a quando il decreto non sarà convertito in legge dello Stato.

In attesa dell’esame da parte delle Camere nei prossimi sessanta giorni, gli effetti del decreto sono immediatamente esecutivi dal 17 marzo, la data dell’entrata in vigore del provvedimento. Il decreto legge, il n. 25 del 2017, consta di 3 articoli. Il primo, abroga gli articoli 48-50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, relativi al “lavoro accessorio”. In particolare, l’art. 48 definisce il campo di applicazione e chiarisce che “per prestazioni di  lavoro  accessorio  si  intendono  attività lavorative che non danno luogo, con riferimento  alla  totalità  dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di  un  anno civile”. In relazione al lavoro accessorio, si prevede, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge. Stop, quindi, all’acquisto dei voucher già dal 17 marzo, ma utilizzabili solo quelli già acquistati entro questa data.
Se, quindi, l’obiettivo del governo è quello di evitare di dividere il paese, come ha tenuto a precisare il premier Gentiloni in conferenza stampa, nonché contrastare le pratiche elusive, il risultato può essere proprio l’opposto, ovvero incrementare il lavoro sommerso nell’ambito delle prestazioni occasionali, come ha detto l’ex ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

Con l’art. 2 del decreto n. 25, il governo è intervenuto anche in materia di appalti di opere e servizi, al fine di ripristinare integralmente la “responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati”. Sotto osservazione è l’articolo 29 del decreto legislativo decreto legislativo n. 276 del 2003, di cui si chiede la soppressione parziale del comma 2 in materia di appalto.

Luigi Della Luna Maggio

SHARE