Voucher ed appalti, italiani alle urne il 28 maggio

Voucher decreto legge

Il Cdm fissa la data dei referendum sull’abrogazione dei voucher e sulla responsabilità solidale, negli appalti, tra committente e appaltante

Con un Consiglio dei ministri appositamente convocato il Governo ha fissato la data per i referendum popolari su voucher ed appalti che erano stati proposti dalla Cgil e dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale.

Con il quesito sui voucher si punta all’eliminazione di questo strumento

Quello più delicato è il quesito riguardante i voucher, strumento utilizzato per consentire di retribuire il lavoro saltuario, buoni lavoro da 10 euro che, secondo Susanna Camusso, rappresentano la ”nuova frontiera del precariato”. Per questo motivo la CGIL ne chiede l’abrogazione attraverso la cancellazione degli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo n. 81/2015 emanato in attuazione del jobs act. In realtà, però, i voucher non sono stati inventati dal governo Renzi, ma esistono fin dal 2003 anche se nella loro prima fase non hanno riscosso un grande successo. Solo a partire dal 2008 hanno iniziato a diffondersi grazie ad alcune leggi che ne hanno reso più facile l’utilizzo. Sotto il ministro del Lavoro del governo Monti, l’economista Elsa Fornero, la possibilità di pagare i lavoratori attraverso i voucher fu estesa a qualsiasi settore.

Per tentare di evitare il referendum ha preso il via in commissione Lavoro alla Camera l’esame di alcuni abbinati provvedimenti che vanno a modificare l’attuale disciplina dei voucher, vietandone l’uso alle grandi aziende e limitandone l’applicabilità alle famiglie ed alle piccole attività. Queste ultime potranno servirsene solo per pagare studenti, pensionati, disabili, extracomunitari con permesso di soggiorno e disoccupati e per loro il costo del voucher sarà di 15 euro anziché 10. Stesso regime verrà applicato anche agli studi professionali ed al lavoro agricolo stagionale.

Secondo i promotori del referendum, però, le modifiche proposte non sono assolutamente sufficienti a risolvere il problema dei voucher che vanno utilizzati  solo ed esclusivamente dalle famiglie ed acquistati all’Inps e non in tabaccheria.

Responsabilità solidale tra committente e appaltante nei confronti del lavoratore

Il secondo quesito referendario riguarda la normativa sugli appalti ed in particolare la piena responsabilità solidale tra committente e appaltante nei confronti dei lavoratori nel caso di mandato pagamento di stipendi e contributi. Allo stato attuale, in base a quanto stabilito dalla legge Biagi prima e dalla legge Fornero successivamente, il lavoratore si trova costretto a citare in giudizio sia l’appaltatore che il committente e quest’ultimo può eccepire il ”beneficio di preventiva escussione” del patrimonio dell’appaltatore, rendendo estremamente difficile la possibilità di recupero del credito.

Nel caso di risultato positivo del referendum il dipendente creditore potrà decidere di chiedere direttamente il denaro che gli è dovuto al committente dell’appalto il quale normalmente ha molte più risorse della società a cui è stato commissionato l’appalto.

SHARE