Vitalizi, è iniziato il conto alla rovescia per 600 parlamentari

Vitalizi

Domani scatterà, per 608 onorevoli eletti nel 2013, il vitalizio: l’assegno che garantisce la pensione parlamentare dopo appena 4 anni e mezzo di lavoro

Ormai è fatta, il traguardo è vicino. Questione di poche ore e per oltre 600 fra parlamentari scatterà il termine per il diritto alla pensione. Un gruppo eterogeneo e trasversale composto in gran parte dai nuovi eletti Pd e Cinque stelle, che ora potranno fruire, al compimento dei 65 anni d’età, di un assegno di circa 950 euro netti dopo appena 4 anni e sei mesi di lavoro. Il termine scatterà a partire da domani, 15 settembre, essendo l’inizio della XVII legislatura datato 15 marzo 2013.

Attenzione, però! I diretti interessati ci tengono a non definirli vitalizi, quelli infatti sono stati superati nel 2012, sostituiti per l’appunto da una pensione calcolata con il metodo contributivo, basata cioè esclusivamente sui contributi versati (mediamente molto inferiore agli assegni pre-riforma). Per questo, ogni parlamentare versa mensilmente al Fondo pensioni di Camera e Senato un contributo pari all’8,8 percento della propria indennità parlamentare lorda (poco meno di 800 euro), che si sommano a quanto versano le Camere per ciascun eletto (poco meno di 1.500 euro mensili).

Di questi tempi il termine “vitalizio” è a dir poco impopolare e richiama moltissimo alla Legge Richetti, il cui obiettivo era proprio l’abolizione dei vitalizi e il riordino del sistema pensionistico dei parlamentari. La legge è tutt’ora impantanata in Commissione Affari Costituzionali del Senato e quando su richiesta dei penstastellati si era chiesto di indicare una data per l’arrivo in aula, gli esponenti degli altri partiti hanno evitato accuratamente di esprimersi. Forse a ottobre. Forse.

Mariano Rabino, presidente di Scelta Civica, di professione bancario non ci pensa due volte a dire la sua: “Non ci rinuncio”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica. “Questo non è un privilegio, ma una prerogativa di garanzia delle nostre libertà. Ed è legata ai contributi che ho versato”.

Gaia Catalani

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