Vaccinazioni anche per gli insegnanti ma mancano i fondi

Vaccinazioni

Martedì la decisione finale in Aula al Senato, poi la legge torna alla Camera. Il governo ha posto la fiducia sul provvedimento.

Obbligo di vaccinazione anche per gli operatori sanitari, sociosanitari e scolastici: ci sono novità sul nuovo piano di vaccinazione voluto dal governo. Le modifiche sono state introdotte grazie ad alcuni emendamenti che hanno cambiato, almeno in parte, l’impianto del ddl, presentato inizialmente dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in Consiglio dei Ministri.

Poco fa la commissione Igiene e Sanità del Senato ha dato il definitivo via libera al decreto vaccini, che ora passerà sotto la lente dell’Aula di Palazzo Madama.

Cosa prevede la proposta

Dal 1 gennaio 2018 le categorie citate devono presentare la documentazione dell’avvenuta vaccinazione o dell’immunizzazione naturale alle malattie infettive elencate dalla legge (10 obbligatorie, 4 raccomandate) o del diritto all’esonero.

Copertura economica assente per il piano vaccinazione degli insegnanti

L’idea di sottoporre anche gli insegnanti alle vaccinazioni previste dalla legge ha causato non poche discussioni. E, infatti, proprio su questa proposta le ipotesi sono ancora al vaglio: è al momento atteso il parere della Commissione Bilancio, che arriverà prima della votazione finale in Aula.

Giusto vaccinare anche i docenti? Su questo punto non tutti si trovano d’accordo e c’è perfino chi invoca l’incostituzionalità. In realtà è assolutamente legittimo e costituzionale e lo sottolinea il costituzionalista Alessandro Pace: “Dal punto di vista del rispetto della Carta non ci sono problemi, è una proposta funzionale”.

Del resto si tratta di figure professionali che lavorano a stretto contatto con i minori per diverse ore. Allora dov’è il problema? Non ci sono fondi sufficienti.

Mentre le vaccinazioni dei bimbi e ragazzi sono già comprese nel budget della sanità, l’operazione prevista per gli insegnanti sarebbe extra e forse non senza “oneri nuovi o maggiori”.

Emilia De Biasi, presidente commissione Sanità, non nasconde il suo malcontento: “Più che quantificare gli oneri si potrebbe ricorrere alla legge sulla sicurezza nel luogo di lavoro che riguarda la prevenzione e la tutela della salute fisica e mentale”. Domani i senatori della Bilancio esamineranno la questione.

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