Ue, nuove regole per rafforzare la tutela della privacy sulla rete

A Bruxelles si discute con gli esperti sulle  proposte di modifica delle norme europee in materia di privacy su Internet. Messaggistica istantanea e cookie al centro del dibattito

Secondo un sondaggio di Eurobarometro del 2016, nove europei su dieci ritengono fondamentale garantire la riservatezza delle proprie email e dei propri messaggi. Otto su dieci sostengono che il controllo delle attività online (ad esempio tramite i cookie) dovrebbe essere fatto solo con il loro consenso.

Le proposte dell’Ue in materia di privacy su internet

Nel gennaio 2017 la Commissione europea ha proposto di estendere gli elevati standard di protezione dei dati che fino ad ora hanno riguardato solo le compagnie telefoniche anche a nuovi fornitori di servizi di comunicazione come WhatsApp, Facebook, Messenger, Skype o Gmail.

Le nuove norme dovrebbero facilitare la gestione di archivi cookie in modo che gli utenti di Internet possano autonomamente decidere se memorizzarli sul proprio computer una volta ogni tanto, e non come accade adesso, ogni volta che si visita un nuovo sito web.

I cookie sono le tracce di visite precedenti di un utente su una pagina web. Grazie ad essi è possibile personalizzare la visualizzazione dei contenuti, compreso le pubblicità.

Le proposte legislative avanzate implicano anche rafforzamento della protezione contro gli spam.

Le nuove regole dovranno essere adottate entro maggio 2018 quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sulla protezione dei dati.

La posizione della relatrice e le possibili conseguenze di norme più stringenti

La relatrice Marju Lauristin (S&D, Estonia) ha detto che “le aziende che forniscono i servizi di comunicazione devono garantire la riservatezza se vogliono godersi la fiducia”. Ha accolto le proposte della Commissione con favore chiedendo però il rafforzamento della tutela della privacy nei confronti dei bambini e ha espresso la preoccupazione per la necessità di dover predisporre  modifiche in così poco tempo.

Michał Boni (PPE, Polonia), il relatore ombra, teme che i cambiamenti potrebbero avere delle conseguenze non volute per gli editori dei giornali locali online e ridurre i loro ricavi provenienti dalla pubblicità. Inoltre, a suo avviso,  il regolamento sulla e-privacy deve essere “conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati”.

Secondo l’altro relatore ombra, Daniel Dalton (conservatori, Regno Unito) se gli utenti di Internet cominceranno su larga scala a vietare la memorizzazione dei cookie, si arriverà a limitare o far scomparire definitivamente i servizi gratuiti su Internet dato che “i servizi gratuiti online sono legati alle entrate pubblicitarie. E i cookie costituiscono una parte importante di questo processo”.

Marju Lauristin intende presentare il progetto della sua relazione alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) in giugno. La votazione si terrà probabilmente ad ottobre 2017.

Monika Kakol

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