Ue, niente più doppia tassazione

Il Consiglio europeo interviene per eliminare i meccanismi che comportano la doppia tassazione all’interno dell’Ue. Previsti miglioramenti nelle attività commerciali transfrontaliere

E’ stato approvato dal Consiglio europeo in nuovo sistema per risolvere le controversie sulla doppia tassazione all’interno dell’Ue. La proposta mira a migliorare i meccanismi utilizzati dagli Stati membri facendo chiarezza sui dubbi che nascono dall’interpretazione della convenzione 90/436/CEE relativa all’eliminazione delle doppie impostazioni.

“Questa direttiva è una parte molto importante del nostro piano di rafforzamento della certezza fiscale e di miglioramento per gli affari che si svolgono in Europa” spiega Edward Scicluna, il ministro delle finanze di Malta, Paese che attualmente ha la presidenza del Consiglio.

Il fatto che in cui diversi Stati membri le stesse entrate o gli stessi capitali vengono tassati due volte può creare gravi ostacoli alle attività commerciali transfrontaliere a causa di un eccessivo onere fiscale  o distorsioni economiche con un forte impatto negativo sugli investimenti che coinvolgono Paesi diversi.

Il progetto della direttiva richiede che i meccanismi di risoluzione delle controversie siano obbligatori e vincolanti, con limiti di tempo chiari e con l’obbligo di raggiungere risultati. La direttiva stabilisce un contesto fiscale sicuro in cui i costi di conformità per le imprese devono essere ridotti al minimo.

Il testo permette un accordo di reciproca procedura attivata da parte del contribuente, in base alla quale gli Stati membri devono arrivare ad una soluzione entro due anni. In caso contrario sarà avviata una procedura di arbitraggio per risolvere la controversia entro le scadenze specificate. Per questo sarà nominato un gruppo dei consulenti composto da tre a cinque arbitri indipendenti con al massimo due rappresentanti per ciascuno degli Stati membri.

La “commissione consultiva” emetterà, nel corso della contestazione,  un parere per eliminare la doppia tassazione che sarà vincolante per gli Stati membri interessati, a meno che essi non raggiungano un accordo con una soluzione alternativa.

Il sistema approvato dal Consiglio europeo prevede un ampio campo di applicazione della normativa ed invididua a quali  controversie, in concreto,  si dovrà fare riferimento, con la possibilità di escludere quelle che non comportano la doppia imposizione.  E’ stato, inoltre, raggiunta una soluzione di compromesso circa le modalità per garantire l’indipendenza delle persone che saranno nominate arbitri: non dovranno essere dipendenti di società di consulenza fiscale o svolgere, a titolo professionale, la consulenza fiscale. Un altro obiettivo raggiunto riguarda la possibilità di istituire una struttura permanente per trattare i casi di risoluzione delle controversie, se gli Stati membri saranno d’accordo.

Solo dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo il Consiglio adotterà la direttiva.

Gli Stati membri avranno tempo fino al 30 giugno 2019 per recepire la direttiva nella normativa nazionale. I reclami relativi all’esercizio fiscale si potranno presentare dal 1 gennaio 2018. In ogni caso gli Stati membri potranno decidere di applicare la direttiva per i reclami relativi a periodi di imposta precedenti.

Monika Kakol

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