Testamento biologico, il testo arriva in aula e la piazza si scalda

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Settimana decisiva per il testamento biologico che approva in Aula a Montecitorio. Sit in dei sostenitori della libertà di rifiutare ogni trattamento

Il testo unificato sul testamento biologico è stato inserito nel calendario dell’aula di Montecitorio per la settimana in corso. C’è voluto oltre un anno di discussioni tra i parlamentari della Commissione Affari Sociali e continui rinvii per riuscire a confezionare un provvedimento sul quale però l’accordo non è per niente scontato.

Dat, punto nevralgico del testamento biologico

Dei 5 articoli di cui si compone il testo è soprattutto il terzo a sollevare le maggiori polemiche: si tratta dell’articolo che introduce i Dat, cioè le ”disposizioni anticipate di trattamento”, nel cui ambito è stato previsto di far rientrare anche la dichiarazione di voler interrompere nutrizione ed idratazione artificiali. Secondo i parlamentari del ”fronte del no”, rappresentato da uno schieramento trasversale di deputati cattolici distribuiti in diversi partiti politici (da Forza Italia a Lega Nord, Udc e Area popolare) in questo modo si arriva a legittimare l’eutanasia passiva.

”Liberi fino alla fine” lo slogan dell’Associazione Luca Coscioni

Sull’altro lato della barricata, insieme ai politici promotori dell’iniziativa (PD, M5S, SI), sono schierate anche diverse associazioni che, per sostenere l’approvazione del provvedimento che introduce nel nostro ordinamento il testamento biologico, hanno chiamato a scendere in piazza tutti i loro sostenitori. ”Liberi fino alla fine” è il messaggio lanciato da Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni e che campeggerà su striscioni e cartelli in piazza Montecitorio come monito in occasione per l’avvio della discussione.

Favorevoli e contrari alla legge sul testamento biologico

I parlamentari contrari chiedono che in Aula non venga contingentato l’esame del provvedimento per non soffocare un dibattito serio e civile. Le tematiche in gioco sono diverse e occorre trovare un equilibrio tra i valori in conflitto, partendo dal principio basilare della sacralità della vita. Il partito democratico dovrà gestire il difficile compito di mediare le posizioni all’interno della maggioranza di governo dove la componente di Area Popolare-Ncd ha più volte esternato il proprio disagio. Secondo l’on. Maurizio Lupi (Ncd) ha in più occasioni espresso le sue perplessità sul ruolo del medico che emerge dal testo sul testamento biologico: il medico non può essere un mero esecutore della volontà altrui e deve essergli riconosciuta la facoltà di dissenso.

Il M5S si è dichiarato pronto a votare il testo purchè non venga modificato, non essendo i suoi esponenti disponibili ad accettare compromessi al ribasso.

Secondo l’on. Donata Lenzi (PD) una delle promotrici del provvedimento, rispetto ad otto anni fa, quando il caso di Eluana Englaro divise il Paese, i tempi sono cambiati e la legge che il Parlamento si appresta a votare è in sintonia con l’articolo 32 della Costituzione in base al quale ”nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

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