Terremoto, in arrivo aiuti dallo Stato e (forse) dall’Europa

Con il sì al dl terremoto, stanziati 35 milioni per il sostegno al reddito e 340 milioni per il rilancio delle filiere. Intanto in Europa si propone di incrementare il contributo alla ricostruzione

Con 153 voti favorevoli, 104 contrari e un’astensione l’assemblea di palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo sul decreto terremoto, il terzo in ordine di tempo dopo la scossa sismica dello scorso 24 agosto.

Il contenuto del dl terremoto in pillole

Il provvedimento è stato approvato senza modifiche rispetto al testo giunto dall’altro ramo del Parlamento dove era già stato ampiamente modificato.

Il relatore, nell’illustrarne i contenuti, ha provveduto a segnalare le principali novità, dall’ampliamento del numero dei comuni inseriti nel cratere, con il conseguente coinvolgendo di altre sedicimila persone, alla semplificazione  delle procedure per la gestione dell’emergenza allo scopo di accelerare l’avvio della ricostruzione, all’aiuto alle fasce più deboli con interventi di sostegno al reddito.

Importanti misure sono state previste per le imprese e le attività economiche già insediate, comprese quelle del turismo e del commercio, con l’obiettivo di andare a coprire anche i danni indiretti. Il decreto legge, inoltre, interviene a sostegno delle attività zootecniche e prevede nuovi investimenti tramite i contratti di sviluppo e gli incentivi per l’acquisto di macchinari e strutture attraverso l’estensione del credito di imposta previsto per il Mezzogiorno.

Sono state introdotte anche facilitazioni per garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche e  modifiche alla disciplina dei versamenti tributari con sospensione dei termini processuali e la previsione di un piano di ammortamento dei mutui e dei finanziamenti.

Infine è stato deliberato di destinare, per i prossimi dieci anni, i proventi della quota statale dell’otto per mille, al recupero ed alla ricostruzione dei beni artistici e culturali dei territori colpiti dai terremoti e si è deliberato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento Casa Italia.

Critiche dalle opposizioni

Le opposizioni, in sede di dichiarazioni di voto, hanno criticato il ricorso alla fiducia che ha impedito di discutere e approvare emendamenti migliorativi, sottolineando come la fase dell’emergenza non sia affatto superata: le macerie non sono state ancora rimosse, la ricostruzione non è iniziata, i territori sono spopolati e i cittadini si sentono abbandonati, come emerso nel corso delle ultime manifestazioni svoltesi a Roma.

L’Europa propone di aumentare il contributo per la ricostruzione

Notizie confortanti arrivano anche dall’Europa dove, il Comitato dei rappresentanti del Consiglio europeo ha sostenuto, lo scorso 29 marzo una proposta volta ad aumentare il sostegno dell’Ue per le regioni colpite da terremoti, inondazioni, siccità e altri disastri naturali. Il sostegno europeo nei costi di ricostruzione potrebbe aumentare addirittura del 90%. Per questo motivo alcune regioni potrebbero ricevere un contributo finanziario doppio rispetto a quello attuale.

Ian Borg, segretario parlamentare per i fondi Ue ha detto che “chiunque abbia visto di persona gli effetti di un disastro naturale può capire l’impatto devastante sulla vita delle persone. Anche se non siamo in grado di prevenire i disastri naturali, siamo in grado di offrire sostegno alle regioni colpite e aiutarli nel compito di ricostruzione. Per questo abbiamo preso questa decisione”.

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