Terremoto, il decreto legge arriva in Aula potenziato

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Tra le novità introdotte dalla Commissione Ambiente c’è la destinazione dell’8 per mille dello Stato ai beni culturali ed il riconoscimento del danno indiretto

L’Aula di Montecitorio ha in calendario l’esame del decreto legge sul terremoto emanato dal governo Gentiloni a seguito degli ultimi eventi sismici che hanno aggravato la già precaria situazione del centro Italia (dl n. 8/2017 – C. 4286-A).

Il provvedimento è stato oggetto di un approfondito lavoro da parte della commissione Ambiente della Camera dei deputati grazie al quale, secondo quanto dichiarato dal presidente, l’on. Ermete Realacci, sono state introdotte diverse novità che hanno rafforzato l’impianto complessivo degli interventi.

Il dl terremoto destina l 8 per mille dello Stato ai beni culturali danneggiati o distrutti

Tra le diverse misure volte a favorire la ricostruzione, spicca la decisione di convogliare tutta la quota dell’8 per mille spettante allo Stato dei prossimi dieci anni nella ricostruzione e nel restauro dei beni culturali andati danneggiati o addirittura distrutti a causa del sisma. La disposizione è contenuta proprio in un emendamento che vede come primo firmatario l’on. Realacci. Si tratta di un importo che ammonta a circa 150/200 milioni di euro ogni anno e che rappresenteranno una fonte certa di finanziamento per il recupero dei tantissimi beni di rilevanza culturale che hanno subito danni. L’iniziativa è stata supportata dal ministro Franceschini secondo il quale ”le risorse statali dell’8 per mille non potevano avere destinazione migliore anche per un rilancio del settore turistico dell’intero territorio”.

Risarcibile il danno indiretto subito dalle imprese

Un’altra importante modifica apportata dalla commissione Ambiente, riguarda la risarcibilità del danno indiretto subito dalle attività imprenditoriali. Grazie all’approvazione di un emendamento presentato da un folto gruppo di deputati del Pd, ”per favorire la ripresa produttiva delle imprese del settore turistico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi e del commercio e artigianato, insediate da almeno 6 mesi dall’evento sismico” nell’area del cratere, se, nei sei mesi successivi al terremoto, si è verificata una diminuzione del fatturato annuo di almeno il 40 per cento rispetto alla media del triennio precedente, le stesse imprese avranno diritto a contributi nel limite complessivo di 23 milioni di euro nell’anno in corso.

Altre misure inserite nel dl terremoto

Il testo del decreto legge che si trova ora all’esame dell’aula ha provveduto ad allargare il  cratere sismico ad altri nove comuni situati tutti in Abruzzo ed inoltre, per i territori situati all’interno dell’area colpita, ad equiparare i danni causati dall’emergenza maltempo a quelli dovuti agli eventi sismici.

Nel corso della discussione in commissione è stato inoltre deciso di riservare all’area geografica colpita dal terremoto, il 10 per cento (pari a 150 milioni di euro) del fondo relativo ai contratti di sviluppo nazionali istituiti dal Mise con Invitalia e finalizzati a realizzare le infrastrutture ed a favorire investimenti ed insediamenti produttivi. E’ stato anche annunciato dal Governo l’avvio di una procedura di notifica all’Ue volta ad istituire una zona franca nell’area del cratere caratterizzata da esenzione fiscale ed esenzione contributiva per imprese e professionisti, con un limite massimo pari a 200 mila euro per azienda così come previsto dalla regola del de minimis. Se la proposta si concretizzasse rappresenterebbe una misura determinante per combattere lo spopolamento e far ripartire l’economia.

Il dl terremoto una volta concluso il suo iter alla Camera dei deputati dovrà passare all’esame del Senato per il varo definitivo che deve avvenire entro il prossimo 9 aprile.

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