Sprechi alimentari, adesso si attiva l’Europa

Presentate, al Parlamento europeo una serie di possibili misure per tagliare gli sprechi alimentari nei paesi membri che ammontano a 88 milioni di tonnellate annui

Secondo i dati del progetto Fusions varato dalla Commissione europea e relativi al 2016, si stima che lo spreco alimentare dei Paesi Ue raggiunga gli 88 milioni di tonnellate, pari a circa 173 kg pro capite. In termini economici si parla di 143 miliardi di euro che vengono buttati nel bidone dell’immondizia. La produzione e lo smaltimento di questi rifiuti alimentari porta all’emissione di 170 milioni di tonnellate di CO2.

L’Italia si è già dotata di una legge contro lo spreco alimentare

In Italia il valore economico dello spreco alimentare domestico è pari a 8,1 miliardi di euro l’anno, circa 450 euro per famiglia.

Il nostro Paese ha recentemente approvato una legge finalizzata a limitare lo spreco alimentare (lg. 166/2016) attraverso misure che facilitano le donazioni di cibo e stanziano fondi per progetti anti spreco, quali ad esempio la promozione presso i ristoranti delle Family bag.

Le misure allo studio del Parlamento Ue

Adesso anche a livello europeo si sta muovendo qualcosa: diversi eurodeputati hanno ufficialmente avanzato richieste alla Commissione affinchè vengano eliminate le restrizioni esistenti in materia di donazioni di cibo ed hanno sottolineato la necessità di intervenire per eliminare la confusione creata tra i consumatori dall’etichettatura con le scadenze “preferibilmente entro” e “da consumare entro”.

In particolare è stata appena approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo la relazione delle deputata croata Biljana Borzan (S&D) con la quale si chiede un impegno ufficiale ad intensificare gli sforzi per ridurre i rifiuti alimentari, modificando la direttiva IVA in modo da autorizzare le esenzioni fiscali perle donazioni di cibo e valutando i possibili benefici della rimozione di alcune scadenze per alcuni prodotti.

“Nei paesi sviluppati il cibo viene sprecato principalmente dalle catene di distribuzione e consumo. Ognuno ha la responsabilità di affrontare questo problema” – ha detto l’eurodeputata – “Occorre una risposta politica in materia di etichettatura, di responsabilità e di educazione ed un intervento a livello di legislazione europea in questa materia per eliminare le carenze esistenti che ostacolano le donazioni di cibo. Abbiamo bisogno di aggiornare il nostro sistema comune di IVA per consentire esenzioni fiscali e creare una forma di legislazione del buon samaritano a livello europeo che potrebbe portare ad aumentare i volumi di cibo donato riducendo quello sprecato, senza compromettere gli standard di sicurezza alimentare.”

La relazione sullo spreco alimentare dovrà ora essere votata dall’Assemblea in sessione plenaria di Strasburgo che si terrà nei giorni dal 15 al 18 maggio.

Monika Kakol

SHARE