Spesa sanitaria, ormai è un lusso per pochi

Spesa sanitaria

Sale a 35,2 miliardi di euro la spesa sanitaria di tasca propria per la sanità (+4,2 percento solo nel periodo 2013-2016)

“Più di un italiano su quattro non sa come far fronte alle spese necessarie per curarsi e subisce danni economici per pagare di tasca propria le spese sanitarie”. Uno scenario drammatico quello descritto da Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di Rbm Assicurazione Salute.

E’ salito, infatti, a 35,2 miliardi di euro la spesa di tasca propria per la sanità (+4,2 percento nel periodo 2013-2016). E l’area della sanità negata si sta allargando ulteriormente: solo nell’ultimo anno, circa 12,2 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare o rinviare prestazioni sanitarie (si tratta di almeno 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente).

I sistemi sanitari locali divaricati, opportunità di cura per i cittadini sempre più differenziate. E questo divario si accentua sempre di più da nord a sud.

Liste di attesa interminabili

Nel pubblico liste di attesa sempre più lunghe. Perché gli italiani devono ricorrere di più al privato e pagare di tasca propria? Perché l’attesa per le prestazioni sanitarie nel servizio pubblico è troppo lunga e spesso richiede anche l’esborso del ticket. È questa la ragione principale per cui tanti italiani vanno nel privato e pagano a tariffa intera. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva a 142 giorni.

Per sottoporsi ad una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l’attesa media è di 67 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma l’attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (+18 giorni rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.

Spesa sanitaria privata destinata ad aumentare 

“Intanto la stessa spesa sanitaria privata, che oggi pesa per circa 580 euro pro-capite, nei prossimi dieci anni è destinata a raggiungere la somma di 1.000 euro pro-capite, per evitare il crack finanziario e assistenziale del Ssn. Una possibile soluzione? Occorre puntare su un modello di Assicurazione sociale integrativa alla francese, istituzionalizzato ed esteso a tutti i cittadini, che garantirebbe finanziamenti aggiuntivi per oltre 21 miliardi di euro all’anno, attraverso i quali integrare il Fondo sanitario nazionale. Dobbiamo prendere atto che oggi abbiamo un universalismo sanitario di facciata, fonte di diseguaglianze sociali, a cui va affiancato un secondo pilastro sanitario integrativo per rendere il nostro Ssn più sostenibile, più equo e veramente inclusivo”, ha concluso Vecchietti.

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