(Dis)onorevole Rossi, dall’auto blu a parentopoli

Domenico Rossi parentopoli

Il figlio del sottosegretario Domenico Rossi assunto come collaboratore di Mario Caruso lavorerebbe presso un ufficio del padre, lo denuncia l’ex collaboratrice

Un’inchiesta delle Iene fa riemergere volti noti della disonorevole politica italiana. Al centro della bufera mediatica ancora una volta Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa del governo Gentiloni, alle prese stavolta con parentopoli.

Tutto nasce da un’inchiesta della “iena” Filippo Roma, relativa a Mario Caruso, deputato eletto nel 2013 in lista con Mario Monti e attualmente iscritto al gruppo Democrazia solidale-Centro democratico. L’assistente parlamentare di Caruso ha, infatti, denunciato al programma di non aver percepito neppure un euro dal suo lavoro, nonostante molte promesse sul pagamento e nonostante il suo impegno. Insomma, nessun euro percepito dopo lo stage iniziale (ovviamente non retribuito) di tre mesi. E come se non bastasse, il periodo di lavoro, nel frattempo, si era esteso fino a un anno e mezzo.

Il figlio del sottosegretario alla Difesa è stato assunto da Mario Caruso

Dove è finito, quindi, lo stipendio della giovane al servizio di Caruso? A quanto pare nelle tasche di un altro portaborse, regolarmente assunto, il quale però non si presenta mai al lavoro. E ovviamente non si tratta di un nome a caso. La new entry Fabrizio Rossi, il figlio del sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi: un ultimo clamoroso caso di Parentopoli, insomma, che finisce sotto i riflettori del programma di Italia 1. Rossi senior era già stato al centro di una vicenda imbarazzante legata all’uso improprio dell’auto blu, sempre denunciata dalle Iene.

“Pronta la denuncia per la vicenda Rossi, Pinotti e Gentiloni ne prendano atto”.

Non è solo la vicenda di Mario Caruso ad aver sconvolto il mondo della politica, perchè direttamente è coinvolto di nuovo anche Domenico Rossi. Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) ha rilasciato una nota piuttosto eloquente: “il signor Fabrizio Rossi, figlio del sottosegretario di Stato alla difesa, onorevole Domenico Rossi, è stato assunto come proprio assistente parlamentare dall’onorevole Mario Caruso e fino qui nulla di strano se non fosse per il fatto che, dalla testimonianza della persona intervistata dal giornalista Filippo Roma, nel corso del servizio televisivo realizzato con Marco Occhipinti, emergerebbe che invece di lavorare presso l’ufficio del deputato che lo ha assunto, il signor Fabrizio Rossi lavorerebbe presso un ufficio del padre Domenico situato nei pressi della propria abitazione. Come è ormai noto i membri della Camera percepiscono un importo di 3.690 euro per il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato in cui rientrano anche le somme corrisposte ai collaboratori che devono essere documentate. I fatti e le testimonianze resi pubblici nel corso del citato programma meritano doverosi e accurati accertamenti da parte della Procura di Roma perché, in sintesi, il signor Fabrizio Rossi risulterebbe essere stato assunto come collaboratore parlamentare dall’onorevole Caruso ma, come ha dichiarato da quest’ultimo, in realtà ‘lo paga il padre’, cioè il sottosegretario Domenico Rossi. Per questo motivo, come già fatto in occasione di un precedente servizio televisivo de Le Iene, andato in onda durante la puntata del 5 aprile scorso, concernente l’utilizzo dell’auto di servizio da parte del predetto sottosegretario, nei prossimi giorni presenteremo una denuncia alle autorità giudiziarie competenti affinché sia accertata l’esistenza di eventuali comportamenti illeciti e per chiedere che i responsabili siano perseguiti a norma di legge”.

Le proposte indecenti alla collaboratrice non pagata

Non finisce qui. La giovane portaborse non pagata ha rivelato anche di aver ricevuto alcune proposte indecenti dal parlamentare Caruso. La giovane assistente ha dichiarato al programma: “una sera mi ha proposto di andare a cena con lui. Dopo qualche giorno da questa cena mi ha inviato un messaggio, intorno alla mezzanotte, nel quale mi diceva ‘Io sono a casa valuta tu”. “È uno schifo pazzesco”. prosegue la giovane collaboratrice. “Mi sono anche sentita male nei giorni a seguire dopo quello che è successo perché avevo comunque il terrore che dal mio rifiuto lui potesse mandarmi via“.

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