Rinviate a dopo le elezioni le nuove modifiche del Jobs Act

Voucher lavoro accessorio

Il decreto correttivo del Jobs Act doveva essere discusso in Consiglio dei ministri ma è stato rimandato a dopo le elezioni

Le disposizioni integrative e correttive al Jobs Act dovevano essere discusse durante il Consiglio dei ministri n.118, ma sono state rinviate a dopo le elezioni amministrative. Secondo gli analisti, dietro questa decisione di posticipare ci sarebbe il timore, da parte del governo, di attacchi politici e di nuove polemiche con i sindacati.

Il decreto correttivo del Jobs Act

Le principali modifiche contenute nel decreto correttivo, riguarderebbero i voucher e le nuove regole sui contratti di solidarietà. Le correzioni riguardano i decreti legislativi nn. 81, 148, 149, 150 e 151 del 2015 emanati in attuazione della legge delega n. 183 del 2014, cosiddetto Jobs Act.

Per il decreto legislativo n. 81 del 2015, le modifiche riguardano l’articolo 48, in materia di lavoro accessorio. Sono finalizzate ad escludere il settore agricolo dall’applicazione del limite imposto ai committenti imprenditori, i quali possono avvalersi di prestazioni di lavoro accessorio per compensi non superiori a 2000 euro. L’esclusione è motivata dal fatto che l’utilizzo del lavoro accessorio in agricoltura è già soggetto sia al limite generale dei 7000 euro per lavoratore, sia ai limiti, disciplinati dal comma 3 dello stesso articolo 48, imposti nell’ambito delle attività agricole (il lavoro accessorio è utilizzabile per attività lavorative di natura occasionale, come lavori stagionali, effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni).
Le disposizioni correttive riguardano anche l’articolo 49. Per garantire la piena tracciabilità dei buoni lavoro (voucher) utilizzati per le prestazioni di lavoro accessorio, si deve modificare l’attuale sistema secondo cui la comunicazione di inizio della prestazione viene fatta con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi. Cambiando tale procedura, gli imprenditori o i professionisti, che ricorreranno a prestazioni di lavoro accessorio, 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa saranno tenuti a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, tramite posta elettronica o sms, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione si applicherà una sanzione amministrativa dai 400 ai 2400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

Le modifiche all’articolo 41, del decreto legislativo n. 148 del 2015, sono mirate a trasformare i contratti di solidarietà “difensivi” in contratti di solidarietà “espansivi“. La trasformazione dovrebbe riguardare i contratti di solidarietà difensivi in corso da almeno dodici mesi e quelli stipulati prima del 1 gennaio 2016. Ai lavoratori spetterebbe un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50 percento della misura di integrazione salariale prevista prima della trasformazione del contratto.

La modifica all’articolo 1 del decreto legislativo n. 149 del 2015 consentirebbe la sistemazione dell’Ispettorato del lavoro presso un immobile del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. La modifica, inoltre, consente all’Ispettorato maggiori poteri decisionali. L’articolo 4 prevede che l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol) cambi denominazione in Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp).

Decreto legislativo n. 151 del 2015. Le modifiche alla legge n. 68 del 1999 sul diritto al lavoro delle persone con disabilità prevedono che la computabilità dei lavoratori disabili (con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 percento) sia stabilita prima della costituzione del rapporto di lavoro.

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