Referendum, la Rai ‘inciampa’ sul pluralismo

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La replica: “lo spazio informativo risulta articolato e strutturato in modo da far emergere la dialettica tra il Si e il No”

Incontro al vetriolo in Commissione di Vigilanza dove il presidente Roberto Fico ha convocato i vertici della Rai  a causa dei dati preoccupanti sulla disparità di informazioni.

Referendum, le ragioni del “No” bistrattate dalla Rai

A scatenare le polemiche è stata sopratutto l’edizione serale del Tg1 di sabato 5 novembre nel quale è stato dedicato prima uno spazio estremamente ampio alla Leopolda, convention voluta dal premier Renzi e, successivamente, “al tema del referendum costituzionale dal punto di vista dell’opposizioni: il servizio viene annunciato per trattare le manifestazioni del No ma si apre con un ampio spazio dedicato ancora una volta alle ragioni del Sì, riferendo le parole del ministro Alfano.

Solo in un secondo momento si dà notizia delle diverse manifestazioni per il No, con un servizio esiguo di circa 2 minuti, che, in un unico “calderone”, in gergo giornalistico “panino”, rende conto delle numerose convention dei diversi partiti svolte a favore del No”.

La risposta dell’azienda

“In merito all’interrogazione sopra citata si informa di quanto segue. In primo luogo, con riferimento al tema del servizio giornalistico dedicato alla manifestazione svolta alla Leopolda, si ritiene opportuno mettere in evidenza come questo rappresenti la mera cronaca dei fatti salienti avvenuti nel corso della manifestazione, liberamente valutati dalla redazione del Tg1, in forza del principio di insopprimibile libertà di stampa garantito dall’articolo 21 della Costituzione e di autonome scelte editoriali della Testata giornalistica; peraltro l’ampio spazio informativo dedicato alla manifestazione della Leopolda risulta particolarmente articolato e strutturato in modo da far emergere la dialettica tra le ragioni del SI e quelle del NO anche interne al PD.

Ancora, dalla visione dell’intera pagina politica dell’edizione del Tg1 delle 20.00 del 5 novembre appare possibile constatare come la vitalità e le ragioni dei movimenti politici contrari alla riforma sia stata ben rappresentata in un servizio in cui hanno avuto ampio tempo di parola il Leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (20 minuti), Luigi Di Maio (13 minuti) e, in termini di tempo di notizia, Giorgia Meloni, Raffaele Fitto, Mario Mauro, Sinistra Italiana, Beppe Grillo e Virginia Raggi.

Con riferimento alla tematica del bilanciamento delle posizioni favorevoli o contrarie alla riforma si ritiene opportuno mettere in evidenza come lo stesso non possa necessariamente essere garantito immancabilmente nel corso di un sola edizione di un notiziario, in coerenza con la natura dei notiziari che, come tutti i programmi di informazione, è caratterizzata dalla correlazione all’attualità, alla cronaca e all’agenda dettata dagli avvenimenti politici del periodo la quale, a sua volta, non risponde evidentemente ad alcuna esigenze di bilanciamento aritmetico dei tempi.

Non a caso il monitoraggio delle trasmissioni informative avviene secondo una cadenza bisettimanale, per il primo periodo della campagna elettorale e, successivamente, settimanale per la fase immediatamente antecedente al voto”.

Gaia Catalani

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