Reddito di inclusione, via libera da gennaio alla lotta contro la povertà estrema

Beneficiarie saranno le famiglie con un ISEE inferiore a 6mila euro e con un patrimonio immobiliare entro i 20mila euro

Il primo Consiglio dei ministri del dopo vacanze ha varato, in via definitiva, il decreto legislativo che istituisce il Reddito di inclusione (ReI), misura unica a livello nazionale volta a combattere la povertà e l’esclusione sociale.

Si tratta di un provvedimento che dà concreta attuazione alla legge sul contrasto della povertà (lg. n. 33/2017), legando l’intervento dello Stato ad un “progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa”, tale da consentire al beneficiario di affrancarsi dalla condizione di povertà.

Requisiti indispensabili per poter accedere al Reddito di inclusione

Il ReI sarà riconosciuto a chi fa parte di un nucleo familiare il cui ISEE non sia superiore a 6mila euro e con un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, entro i 20mila euro.

Criteri di priorità sono previsti per i nuclei familiari di cui fanno parte figli minorenni o maggiorenni disabili, disoccupati ultra cinquantenni o donne in gravidanza. Possono accedere al Reddito di inclusione anche soggetti che svolgono già un’attività lavorativa insufficiente a consentirne un dignitoso stile di vita. La misura non è compatibile con la “contemporanea fruizione, da parte di un qualsiasi componente il nucleo familiare, della NASpI o di un altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria”.

Articolazione del Reddito di inclusione

Il ReI si articola in un beneficio economico ed in un pacchetto di servizi alla persona. Per quanto riguarda il primo aspetto, verrà erogato mensilmente, per un tempo massimo di 18 mesi, un assegno il cui importo potrà oscillare da 190 euro (nel caso di una persona sola) fino a 490 euro quando il beneficiario sia un nucleo familiare composto da 5 o più componenti. Per il momento lo stanziamento previsto per il Reddito di inclusione ammonta a 1,7 miliardi di euro, sufficienti ad intervenire solo su un terzo delle famiglie che, allo stato attuale, versano in stato di povertà.

La componente relativa ai servizi alla persona identificata come beneficiaria del ReI, darà vita ad un “progetto personalizzato volto al superamento della condizione di povertà. In tale progetto verranno individuati gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale”

Coloro ai quali sarà concesso il ReI non potranno chiederlo nuovamente se non dopo almeno 6 mesi dall’ultima erogazione.

Modalità di accesso al Rei

Il decreto legislativo che dà attuazione al Reddito di inclusione ha introdotto un’importante innovazione che consente di semplificare il sistema di accesso: ci sarà una dichiarazione ai fini ISEE precompilata valida per tutte le prestazioni sociali agevolate. L’obiettivo è anche quello di migliorare la fedeltà delle dichiarazioni.

A partire dal 1° dicembre di quest’anno, in tutti i comuni verranno aperti dei desk dedicati presso i quali potranno essere presentate le richieste per la concessione dei Rei da parte dei cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di lungo soggiorno.

Viene inoltre istituita la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, presieduta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei diversi livelli di governo. Si tratta di una “struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche del terzo settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder. La Rete si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali”.

Comitato per la lotta alla povertà

Infine, per rendere più agevole l’attuazione del Reddito di inclusione, è stata prevista l’istituzione di un apposito Comitato per la lotta alla povertà, che avrà il compito specifico di facilitare il dialogo permanente tra i diversi livelli di governo e di predisporre un Rapporto biennale sulla povertà, formulando analisi e proposte.

Reazioni dal mondo della politica e da quello del Terzo settore

Il mondo della politica si divide, come sempre, in due contrapposti schieramenti: a favore troviamo le forze che sostengono il Governo secondo le quali il Reddito di inclusione rappresenta la prima “misura permanente di aiuto concreto alle famiglie più deboli”; dall’altro particolarmente critico è il M5S che rilancia la propria proposta sul reddito di cittadinanza, definendo  il Rei un provvedimento «sterile, fallimentare e frammentario».

Complessivamente favorevoli si sono dichiarate  le associazioni impegnate sul fronte della povertà, da Save the Children a Libera di Don Ciotti. Per tutti il principale “neo” della misura varata è costituito dall’ insufficienza delle risorse. (M.B.)

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