Processo penale, il PD accelera sulla riforma e pone la fiducia

processo penale

Delega al Governo su intercettazioni e nuovo ordinamento penitenziario. Incisive modifiche al regime della prescrizione che si blocca dopo la sentenza di primo grado

Il testo unificato fortemente voluto dal ministro della Giustizia Orlando che apporta modifiche consistenti sia al processo penale che all’ordinamento penitenziario, è in fase di approvazione da parte del Senato. Dopo un iter piuttosto travagliato, il Governo ha deciso di chiedere la fiducia sul provvedimento scatenando le proteste non solo delle opposizioni ma anche del Nuovo centro destra.

L’articolato, approvato dall’altro ramo del Parlamento ormai un anno e mezzo fa, è stato licenziato dalla Commissione Giustizia ai primi di agosto, arenandosi poi in Aula a causa delle profonde divergenze all’interno della stessa maggioranza di governo su alcune tematiche in esso contenute.

Riforma processo penale, come cambiano prescrizione ed intercettazioni

I punti più importanti ed anche i più controversi del provvedimento riguardano le modifiche alla normativa sulla prescrizione e la delega al Governo a riformare la disciplina delle intercettazioni.

Per quanto attiene alla prescrizione la principale novità è costituita dalla previsione di un massimo di 3 anni per la sospensione dei termini: in caso di condanna in primo grado, si avrà uno stop di un anno e mezzo tra il processo di primo grado e l’appello, e la medesima sospensione verrà applicata tra secondo grado e Cassazione. Per i reati contro la pubblica amministrazione, come la corruzione viene poi introdotto un aumento dei termini di prescrizione, con uno stop che può arrivare fino a 18 anni. L’intento è quello di combattere l’abuso di tattiche difensive dilatorie.

Sulle intercettazioni i principi a cui si dovrà attenere l’esecutivo nell’esercizio della delega conferitagli dal testo all’esame dell’aula di palazzo Madama puntano a riformarne l’intero impianto con il duplice obiettivo di avere una disciplina tecnica più adeguata con un risparmio per lo Stato che ammonta a ben 80 milioni di euro in tre anni. Occorre che venga garantito il diritto alla riservatezza ed alla segretezza delle comunicazioni scongiurando la diffusione del contenuto delle conversazioni telefoniche e delle riprese audiovisive. A tale scopo viene introdotta una nuova fattispecie di reato che prevede la reclusione fino a quattro anni per chi diffonde il contenuto di conversazioni captate in modo fraudolento, al solo fine di danneggiare la reputazione del soggetto intercettato.

Inoltre il provvedimento contiene anche una disciplina per le intercettazioni effettuate tramite i cosiddetti trojan, cioè i captatori informatici che consentono di ascoltare dialoghi tramite dispositivi mobili.

Altre novità contenute nel ddl di riforma del processo penale

Allo scopo di ridurre i tempi di durata del procedimento penale viene introdotto, al termine della durata massima delle indagini preliminari, il limite di 3 mesi per decidere se procedere o archiviare. Tale limite potrà essere prorogato di altri 3 mesi per inchieste di particolare complessità. Il limite Per i reati di mafia e terrorismo il tempo massimo a disposizione sarà invece di 12 mesi.

Un’altra importante novità è costituita dalla delega al Governo per scrivere il nuovo ordinamento penitenziario che dovrà essere adeguato alle esigenze rieducative dei detenuti minorenni. Le modifiche riguarderanno sia le autorità giurisdizionali coinvolte, che gli istituti destinati ad accoglierli. Il testo prevede inoltre la revisione delle misure alternative alla detenzione e dei benefici penitenziari, sempre in funzione del reinserimento sociale.

Martina Battelli

SHARE