Procedimento elettorale, la legge che piace al M5S

procedimento elettorale

In attesa di discutere tra le varie proposte di riforma, i grillini si concentrano sulle regole del procedimento elettorale

A Montecitorio tra le poche cose in discussione un posto di riguardo spetta alla revisione delle modalità del procedimento elettorale presentata dal Movimento 5 Stelle.

In questa settimana che precede il Natale, complice anche la crisi dell’esecutivo Renzi ed un nuovo Governo ancora in fase di rodaggio, l’attività parlamentare è ridotta ai minimi termini.

La discussione politica ruota tutta intorno alle tempistiche delle prossime elezioni e, di conseguenza, alla legge con la quale i cittadini italiani saranno chiamati alle urne. Attesa della decisione della Corte Costituzionale sull’Italicum, i partiti stanno sbizzarrendosi a lanciare ipotesi.

In discussione una pdl di revisione del procedimento elettorale

Nel frattempo in commissione Affari Costituzionali alla Camera è in discussione un provvedimento dell’on. pentastellata Dalila Cresci, volto a modificare le modalità di voto durante le elezioni comunali e politiche.

L’obiettivo è quello di ”rendere il processo elettorale più trasparente e meno soggetto a distorsioni e inquinamenti del voto, eliminando tutti quei fenomeni che puntualmente vengono denunciati ad ogni tonata elettorale e che spesso portano all’annullamento seriale di schede”.

Per i parlamentari del M5S che hanno firmato la proposta di legge occorre intervenire nella fase preventiva del procedimento elettorale, in particolare sui membri dell’ufficio elettorale di sezione, i primi soggetti che dovrebbero vegliare sul buon andamento del procedimento elettorale. Sono introdotte norme relative alle cabine elettorali, alle urne e alla dimensione delle sezioni elettorali, nonché per garantire il voto di persone che temporaneamente si trovano lontano dalla propria residenza, come studenti e lavoratori fuori sede.

I contenuti del provvedimento

In particolare, viene ridotto il numero dei componenti l’ufficio portandolo dai sei attuali a cinque: presidente e da quattro scrutatori di cui due con funzioni rispettivamente di vice presidente e di segretario. Al fine di garantire la massima trasparenza, il provvedimento prevede che gli scrutatori vengano sorteggiati tra gli iscritti all’apposito albo, al pari del segretario della sezione elettorale che non potrà più essere nominato dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione.

Per garantire il diritto di voto a chi, per motivi di lavoro o di studio, si trova temporaneamente fuori sede si introduce la possibilità di esercitare il diritto di voto presso il tribunale competente per territorio in base al domicilio.

Quanto poi alle urne elettorali, sulle quali ciclicamente si aprono dibattiti nel nostro Paese, la proposta pentastellata prevede che siano realizzate in materiale semitrasparente, in modo da non poter verificare i voti espressi ma al tempo stesso in grado di garantire la presenza di schede prima dell’inizio delle votazioni. (Martina Battelli)

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