Il pasticcio della giovane sottosegretaria leghista voluta da Matteo Salvini

Il ministro Bonisoli prenda le redini in mano del Mibact e applichi lo spoils system e prima che sia troppo tardi pensi alla chiusura di Ales S.P.A.

Lucia Bergonzoni si mette in casa Vito D’Adamo, dirigente del Partito democratico, che
ha lavorato al gruppo parlamentare del PD, ha nominato capo segreteria da decenni
creatura politica e uomo fidatissimo dell’ex sottosegretario democristiano Giampaolo
D’Andrea, un debutto leghista esilarante dal punto di vista politico a parlare è Antonio
Parente Segretario Regionale della Confsal-Unsa Beni Culturali Campania.

Tutti sanno in Parlamento quanto in realtà Vito D’Adamo disdegnasse leghisti, forza
Italia, la Meloni, di tutti quelli che non erano Ds Margherita, Ulivo e Democratici di
Sinistra, Renziani e Pd dopo.

Infatti, come fa la Sottosegretaria Borgonzoni a mettersi in casa un personaggio come lui,
e soprattutto a fidarsi di lui – incalza il sindacalista dell’UNSA. Perché nei fatti l’incarico
di Capo della Segreteria solitamente viene affidato ad uomini di partito di provata fiducia.
Ma Salvini queste cose le sa?

Per la durata degli ultimi governi, prima Renzi e poi Gentiloni, D’Adamo è stato “braccio
operativo” del gruppo dell’ex ministro Dario Franceschini. Cosi come ci tiene a precisare
il Segretario Regionale della Campania della Confsal-Unsa al Collegio Romano, si
favoleggia ancora che dalla sua stanza transitassero raccomandazioni politiche di ogni
genere. Sarebbe salutare forse per il ministro Bonisoli farsi portare l’elenco aggiornato
delle ultime consulenze, non escluse le assunzioni di Ales Spa, la società in house del
Ministero bene culturali che continua ad esercitare un ruolo, qualche volta anche
discutibile nella gestione non solo del personale ma anche di progetti ad alto valore
finanziario.

A questo proposito è ricorrente l’accusa generale che da più parti si fa alla gestione Ales
proprio per la mancata trasparenza nella gestione delle gare.

Siamo in buona fede, dichiara Antonio Parente – e probabilmente il ministro Bonisoli
neanche immagina la realtà di Ales visto e considerato che nessun al momento glielo dirà
in quanto lo stesso ha confermato tutti gli uomini di Franceschini.

Da qui si capisce – conclude l’esponente sindacale dell’Unsa – che il cambiamento
invocato da Di Maio e Salvini era solo quello dei ministri che non sono capaci di
distinguere tra curriculum e persone, una delle poche doti che deve avere l’autorità
politica, qualcuno glielo dica, è la capacità di fiutare la persona, e questi per ora proprio
non ce l’hanno.

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