Parente (Confsal Unsa): “Si chiuda Ales Spa, pronta segnalazione alla Procura di Roma”

“Al Mibact la gestione delle risorse umane passa esclusivamente per meccanismi clientelari”. Le accuse del segretario Confsal Unsa, che chiede un intervento della Corte dei Conti

“Al Mibact la gestione delle risorse umane passa esclusivamente per meccanismi clientelari, fatti salvi quei posti a concorso che oltretutto hanno tolto la possibilità dello scorrimento delle graduatorie di personale che si è riqualificato ma che con questa gestione politica Franceschini ha poche speranze di vedersi premiato, anzi tutt’altro”. A parlare è Antonio Parente, segretario regionale della Confsal – Unsa Beni Culturali. Clientele politiche che passerebbero soprattutto attraverso la società in house Ales Spa, che a quanto sostenuto sfornerebbe bandi di concorso su misura e utilizzerebbe fondi che girati dal Mibact (solo nel prossimo triennio la Ales incasserà oltre venti milioni di euro).

“Mentre gli idonei del Mibact restano praticamente senza speranze – prosegue Parente – gli uffici del ministero vengono popolati da personale Ales che, con la scusa di essere di supporto, il più delle volte è utilizzato al posto di personale di ruolo che ne ha titolo”.

Al Mibact ci sono Direzioni Generali con organici il cui contingente Ales arriva al 60%. “Una vera vergogna – dice ancora il sindacalista – una situazione incresciosa che fa comodo a certa politica dalle vecchie logiche democristiane”.

Con Ales Spa il Mibact evitaerebbe anche di fare molte gare per affidamento di lavori vari. Insomma, il ministero farebbe la quadratura del cerchio eludendo quelle che sono le tradizionali procedure di gara.

“Franceschini la sa lunga – aggiunge Parente – vuole evitare i blocchi di spesa utilizzando la società Ales. A tale proposito anche una nuova interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, che attraverso il deputato campano Gallo insiste a dire di non vederci chiaro su quanto succede al ministero guidato da Franceschini. Il quale sembrerebbe avere dato le chiavi dell’Amministrazione alla società in house Ales Spa. “Un modo sicuro per crearsi un bacino elettorale”.

Sono continue nel tempo le assunzioni della Ales, secondo quanto risulta dal sito della società stessa. Circa 1500 in poco tempo, secondo le cifre che circolando all’interno dell’azienda.

Continua Parente: “Di regola la Ales non prende personale del Ministero per nessuna attività. Nonostante si sia aggiudicata un gran numero di incarichi compresa la gestione delle prestigiose Scuderie del Quirinale.

Inoltre al Collegio Romano, sede istituzionale del ministro, il personale Ales è ben oltre il 50 per cento di quello di ruolo e occupa le posizioni lavorative tipiche dei funzionari pubblici andando a rappresentare il ministero ai tavoli ufficiali come quelli del Cipe. Tutto esterno anche il personale che fa il front office all’ufficio relazioni con il pubblico e al call center del Ministero, preso con un susseguirsi di contratti a tempo determinato.

Infine, restauratori e consulenti in comunicazione sono tra gli ultimi profili ricercati secondo il sito della società: ma ci sono assistenti, segretarie, addetti al protocollo, archivisti e informatici. Un po’ di tutto, si legge fra i tantissimi i bandi di concorso fatti, con graduatorie di idonei valide per due anni.

Nel bilancio dello Stato – prosegue Parente – per il 2017 (e pluriennale 2017-2019) all’art 1 comma 584, sarebbe stata introdotta una norma ad hoc per non applicare i vincoli di contenimento della spesa analogamente a quanto disposto per altre società presenti nell’elenco Istat.

E’ì ora di cominciare a pensare alla chiusura della società Ales, fermo restando una norma di salvaguardia per il personale, che tra l’altro è rimasta coinvolta in una delle inchieste giudiziarie su Pompei in quanto società affidataria dei servizi di custodia” conclude il segretario Confsal Unsa Mibact, che preannuncia una segnalazione alla Procura della Repubblica di Roma.

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