Ocm vini, il Mipaaf “sorpassa” il Tar. E le risorse che fine fanno?

Ocm vini

Polemiche tra gli operatori dopo la decisione del Mipaaf che rende inutilizzabili i fondi per la promozione del vino. Umbria, Puglia e Sardegna le uniche regioni a guadagnarci

La direzione generale del Mipaf ha deciso di riformulare la spartizione dei 13,266 milioni di euro quale “economia della misura promozione” stabilendo quindi la loro rimodulazione tra le altre misure del Pns (Piano Nazionale di Sostegno) del settore vitivinicolo.

Una decisione che, però, disattende gli attesi pronunciamenti da parte del Tar del Lazio. Lo rileva l’agenzia Agricolae, per la quale che questa decisione del Ministero comporta definitivamente l’uscita dalle disponibilità della “promozione” e si somma ai fondi regionali, anch’essi stanziati per la medesima misura, ma inutilizzati a livello regionale. Fondi che raggiungono la cifra di 13,4 milioni di euro.

Ammonta quindi a 26,8 milioni di euro (su 103,9 milioni di euro dell’intero tetto previsto dal Pns) la somma delle somme rese inutilizzabili da parte degli operatori per sostenere la promozione delle produzioni vinicole italiane nel mondo.

La protesta degli operatori e il pasticcio del Ministero

Appare assurdo, a detta degli operatori, non aver voluto attendere le sentenze del Tar prima di assumere la decisione, tanto che le norme comunitarie lasciavano a disposizione degli uffici del ministro un’ultima possibilità di poter decidere, alla fine di settembre prossimo, l’eventuale storno delle economie di risorse eventualmente rinvenienti, proprio al fine di scongiurare il rischio di perdere definitivamente le risorse.

A sconcertare l’opinione degli addetti al settore è l’aver deciso di “dirottare” i 13,266 milioni di euro della promozione non assegnati a seguito delle controverse vicende della scorsa estate (dove le due graduatorie emanate dal Ministero, con domande di finanziamento prima ammesse e poi escluse, sulla base di controverse decisioni ministeriali che hanno prodotto ben 13 ricorsi amministrativi sulle quali entro la fine di luglio dovrà pronunciarsi il Tar della regione Lazio), senza attendere i suddetti pronunciamenti.

La decisione del Ministero, alla vigilia degli imminenti verdetti del Tar del Lazio, appare agli operatori come una decisione “gravissima”, perché, in caso di un pronunciamento di accoglimento, anche parziale, dei ricorsi proposti da parte del Tar del Lazio, le conseguenze sarebbero un clamoroso autogol per il ministro Martina che non dispone più di fondi comunitari da assegnare all’esito dei pronunciamenti del Tribunale amministrativo e che, a questo punto, coinvolgerà direttamente il Ministero nelle procedure di assegnazione delle risorse a dover rispondere di un possibile ed ormai configurato danno erariale.

Le regioni che guadagneranno di più dall’operazione

Nel frattempo che le dispute continuano, tra le regioni italiane si stimano le più fortunate che si sono aggiudicate maggiori fondi. Secondo Agricolae, che ha messo a confronto i due decreti, in testa alla classifica vi sono l’Umbria, che raddoppia passando da 5 milioni e 963 mila euro a 9 milioni e 250 mila euro; la regione Puglia, che guadagna nell’operazione circa 4 milioni e 365 mila euro (passa da 26 milioni 757 mila euro a 31 milioni e 122 mila euro); e la Sardegna, che ottiene circa 3,7 milioni (passa da 8,3 milioni a circa 12 milioni).

SHARE