Ministri separati in casa, Delrio contro Calenda

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Si dovrà andare a votare presto. Lo afferma Delrio in contrasto con le dichiarazioni del titolare del Mise

Ministri separati in casa, Delrio contro Calenda: subito al voto. “Noi abbiamo innanzitutto a cuore che si voti con una legge elettorale che garantisca governabilità. Non abbiamo paura del voto, ma non possiamo accettare salti nel buio. Con il proporzionale rischieremmo l’ingovernabilità e nuove larghe coalizioni. Voglio che sia chiaro: senza un sistema valido non riusciremmo a risolvere dopo il voto i problemi dei cittadini, soprattutto quelli che sono rimasti indietro”. Ministri del governo Gentiloni senza pace. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. “Sei mesi prima o dopo – aggiunge – non mi preoccupano, ma teorizzare che si debba arrivare a fine legislatura solo per guadagnare pochi mesi mi sembra una posizione debole: cosa deve accadere, in questi sei mesi? Mi preoccupa piuttosto che qualcuno possa pensare che il Pd sia attaccato alle poltrone. Non permetteremo che si faccia melina”.

Ministri separati in casa

Dunque Delrio non è d’accordo con il collega Carlo Calenda, secondo cui il governo dovrebbe arrivare a fine legislatura: “Abbiamo – spiega – sfide decisive davanti e serve la legittimazione dei cittadini per affrontarle. Penso all’emergenza terremoto, alla povertà, alla lotta alla precarietà. E ancora, può un governo in scadenza varare la Finanziaria che ci attende in autunno?”. Per fare la legge elettorale “sono tanti, gli interlocutori. Chi da sinistra e nel Pd chiede questa modifica da tempo. E sì, anche il centrodestra”. Per quanto riguarda il Pd, per il ministro, una scissione “bisogna assolutamente evitarla. Penso che si debba lavorare a un campo largo ulivista, con il Pd a fare da perno. E puntare al 40%, con una legge elettorale con le coalizioni. Solo così garantiremo la governabilità”. E il messaggio che manda alla minoranza di Bersani e Speranza è che “chiedono uno spazio di contendibilità e una discussione sui contenuti” che può essere il congresso ma anche le primarie di coalizione, che “mi sembrano la formula migliore. Un modo per rendere contendibile la leadership, senza passare il tempo a costruire mini correnti. Queste discussioni non interessano il Paese: dobbiamo concentraci sulle idee”. Per le elezioni Delrio ipotizza una coalizione che vada da Pisapia ad Alfano, “perché dobbiamo valorizzare il centrosinistra che amministra sui territori, ma anche il cammino di governo comune fatto con questi settori del centro moderato”. Ma Renzi potrebbe non essere il candidato premier, e ha indicato, in questo caso, proprio i nomi di Delrio e Gentiloni. “Il fatto che Matteo lo ipotizzi – conclude – è segno che non lavora per sé, ma per il Pd. Da statuto, il segretario è candidato premier. Si faranno le primarie. Per me ha le capacità e il diritto di proporsi. In ogni caso, deciderà lui”.

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