Mattarellum, un ‘maggioritario muscolare’ che non piace a tutti

Nelle due Camere il 25% dei parlamentari sarebbero eletti con il proporzionale

In attesa della sentenza del 24 gennaio sull’Italicum, Renzi ha proposto all’Assemblea nazionale del Pd di ritornare al Mattarellum. La maggioranza dem ha accettato con 481 voti favorevoli, ma alcuni hanno dei dubbi. Andrea Orlando, ad esempio, ha affermato che “nessuno vuole tornare al proporzionale puro ma mi chiedo se basta rispolverare il modello di maggioritario muscolare”.

La storia del Mattarellum

Il Mattarellum entrò in vigore dopo il referendum sulla preferenza unica nel 1993. Si passò perciò a un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritario: 475 seggi uninominali alla Camera e 232 per il Senato. Il primo a beneficiare di questa legge elettorale fu Prodi, che riuscì a sconfiggere Berlusconi nelle elezioni del 1996. Nel 2006 il Mattarellum venne poi sostituito dal Porcellum di Roberto Calderoli.

Come funziona

Alla Camera, la legge elettorale prevede l’elezione del 75 percento dei deputati con i collegi uninominali (per cui ogni lista presenta un candidato per collegio e vince chi prende più voti)  e il 25 percento attraverso un sistema proporzionale con uno sbarramento al 4 percento. Il voto per la Camera si esprime con due schede, una per il voto del collegio uninominale e una per scegliere tra le liste bloccate che concorrono per ottenere il 25 percento dei seggi assegnati su base proporzionale. A questo segue lo scorporo dei voti, cioè sottrarre (nella parte proporzionale) a una lista i voti ottenuti da un suo candidato che ha già vinto nel collegio. In questo modo si dà una maggiore possibilità ai piccoli partiti di ottenere seggi.

Al Senato, invece, il 75 percento dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario, mentre il 25 percento con il proporzionale. Per il Senato l’assegnazione dei seggi avviene su base regionale e con un sistema di ripescaggio dei migliori candidati che non avevano vinto al “turno” uninominale. Il sistema proposto dal Mattarellum favorisce in modo evidente il bipolarismo.

Il Pd propone anche il premio di maggioranza

In questi giorni, l’idea di un Mattarellum 2.0 già aleggiava tra i membri del Partito Democratico. Si parlava di aggiungere a questa legge elettorale un premio di maggioranza di 90 seggi per scongiurare uno stallo come quello registrato dal governo Berlusconi del 1994. In quell’occasione, Berlusconi non aveva la maggioranza al Senato e aveva costituito un governo con l’aiuto dei senatori a vita.

Alla proposta del ritorno al Mattarellum di Renzi, l’Assemblea Pd ha risposto con 481 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti. Epifani, intervenendo a nome della minoranza, ha accettato: “Sul Mattarellum tutto il Pd si può ritrovare. Facciamo commissione, un luogo in cui tutto il partito partecipi. Sulle regole se è giusto cercare la convergenza con altri figuriamoci come è giusto trovare quella al nostro interno”. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si è, invece, dichiarato perplesso:”Non ero contro l’Italicum perché apriva una deriva autoritaria ma perché ritenevo che in un sistema tripolare sarebbe nato un tema di rappresentanza della maggioranza. Nessuno vuole tornare al proporzionale puro ma mi chiedo se basta rispolverare il modello di maggioritario muscolare. Il dubbio è la divisione tra chi si porta sulle spalle la difesa del sistema e chi vive di contestazione del sistema: tutti si assumano un pezzo di responsabilità”.

Nicole Volpe

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