Legge elettorale, il cantiere delle possibili riforme

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La vita del governo Gentiloni è legata all’elaborazione di un sistema elettorale omogeneo per le due Camere

Mattarellum, Porcellum, Italicum, o legge elettorale totalmente nuova? La vita del neonato governo Gentiloni è legata a doppio filo all’elaborazione di un sistema elettorale omogeneo per le due Camere.

Immediatamente dopo il referendum dello scorso 4 dicembre che ha visto la bocciatura della riforma costituzionale promossa dall’esecutivo Renzi, l’argomento principe della politica italiana è stato quello del ritorno alle urne ed il complesso cantiere delle regole in base alle quali dovrebbero svolgersi le prossime elezioni, di fatto mai completamente chiuso, ha riaperto i battenti.

Italicum, la legge elettorale attualmente in vigore per la Camera

La legge elettorale emanata dal Parlamento in carica e voluta dalla maggioranza governativa (lg. 52/2015), nota a tutti con il nome in codice “Italicum”, si caratterizza per l’introduzione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza che assegnerà 340 seggi al partito che ottiene più del 40% dei voti. Nell’ipotesi in cui nessuna forza politica raggiunga tale soglia, scatterebbe il ballottaggio. Ovviamente l’Italicum, essendo stato pensato e votato in parallelo alla riforma costituzionale che prevedeva un Senato non elettivo, ha validità solo per la Camera dei deputati. Contro di esso sono stati presentati ricorsi alla Corte Costituzionale sia sul ballottaggio, che sui capilista bloccati e sul divieto di apparentamento tra primo e secondo turno. La decisione della Consulta è attesa per il prossimo 24 gennaio.

Già prima della bocciatura referendaria l’ex presidente del Consiglio Renzi aveva aperto a possibili modifiche alla legge elettorale voluta dalla sua maggioranza. A questo punto andare a ritoccare l’Italicum senza aspettare il verdetto della Suprema Corte potrebbe portare ad inutili perdite di tempo, senza contare che occorre spostare indietro le lancette tornando al punto di partenza della discussione e provando ad immaginare una legge capace di armonizzare il sistema elettorale di Camera e Senato ed in grado di dar vita ad una maggioranza parlamentare che sia il riflesso di quella popolare.

Breve storia della legislazione elettorale italiana

Il sistema elettorale in vigore prima dell’Italicum era costituito dal vituperato “Porcellum” (lg. 270 del 2005) il cui primo firmatario era stato l’on. Calderoli, all’epoca ministro per le Riforme: sistema proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate con il quale si sono svolte le elezioni del 2006, del 2008 e del 2013 prima della stroncatura del premio di maggioranza da parte della Corte Costituzionale che, introducendo la possibilità di esprimere un voto di preferenza, ha di fatto dato vita ad un autonomo sistema elettorale soprannominato “Consultellum”, tutt’ora in vigore per l’elezione del Senato.

Nell’agguerrito dibattito sulle alternative possibili in materia di sistema elettorale, a cadenze regolari fa capolino l’ipotesi di un ritorno alle legge elaborata all’indomani del referendum popolare del 1993 promosso dall’on. Segni con cui era stato mandato in pensione il sistema proporzionale in vigore fin dagli albori della Repubblica. Il “Mattarellum”, così nominato in onore al suo relatore, l’allora onorevole Sergio Matterella, attuale Presidente della Repubblica, aveva introdotto un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari; recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato attraverso un meccanismo di calcolo denominato “scorporo” per il rimanente 25%; proporzionale con liste bloccate per il rimanente 25% dei seggi assegnati alla Camera.

Alcune delle alternative in campo in materia di legge elettorale

Mentre l’attenzione della stampa è tutta concentrata sul nuovo esecutivo in attesa di ricevere la fiducia dal Parlamento, tornano a far capolino le alternative già emerse nel momento in cui l’Italicum era in discussione: dal “Democratellum” proposto all’epoca dal M5S (sistema proporzionale corretto con reintroduzione delle preferenze e nessun premio di maggioranza) al “Bersanellum” (sistema uninominale a turno unico per il 75% dei parlamentari) all’ “Italikos” proposto dai giovani turchi dem, che rappresenta una rivisitazione dell’Italicum da cui viene eliminato il ballottaggio.

Il neo premier Gentiloni, nel discorso di presentazione del suo esecutivo, elencandone le priorità vi ha inserito  anche la legge elettorale rispetto alla quale, ha detto, “trovare le intese spetterà al Parlamento. Il Governo avrà il compito di facilitarne l’iter”.

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