Lavoro accessorio, norme differenti per imprese e famiglie

Lavoro accessorio

Non solo voucher, il governo sta anche ipotizzando uno strumento sostitutivo per retribuire le prestazioni di lavoro accessorio

Prosegue l’operazione per eliminare i voucher: non solo la Camera sta procedendo con un iter parlamentare veloce per convertire il disegno di legge che abolisce i buoni lavoro ma pare che il governo stia anche preparando uno strumento sostitutivo per retribuire le prestazioni di lavoro accessorio.

Lavoro accessorio: previste norme differenti per imprese e famiglie 

Provvedimenti diversi saranno adottati a seconda che si tratti di imprese (con due fattispecie, per le aziende medio-grandi e le piccole) o di famiglie. Per quanto riguarda le piccole imprese e gli artigiani, l’esecutivo sta ipotizzando una semplificazione degli adempimenti, che richiama il modello della tracciabilità introdotta a suo tempo per i voucher: dunque una comunicazione preventiva via sms o email (probabilmente al portale Inps).

Per le medie e grandi imprese, il governo sta valutando di liberalizzare il lavoro intermittente, non tenendo più conto dei limiti di età imposti dalla legge Fornero e dal correttivo al Jobs act, che fanno riferimento a soggetti sotto i 24 anni (le prestazioni devono chiudersi entro il venticinquesimo anno d’età) o che hanno superato i 55 anni.

Il lavoro intermittente permette comunque al lavoratore di godere di ferie garantite, malattia e nel caso si superassero le 400 giornate di lavoro nell’arco dei tre anni solari, per l’azienda scatta l’obbligo di assunzione con contratto stabile.

Infine, il capitolo famiglie: su questo frangente è allo studio uno strumento facilmente utilizzabile che servirà per retribuire i lavoretti.

Gaia Catalani

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