La festa dei non vedenti

antenne torricelle

Il parlamentare Pd Vincenzo D’Arienzo: “auspico che se ne occupi il Governo insieme al Demanio”. Il numero due della Lega Nord, Lorenzo Fontana: solidarietà ai giornalisti”

Lucchetti e sigilli ai ripetitori che trasmettono dalle Torricelle di Verona. Firmato dal pubblico ministero veronese Gennaro Ottaviano un’ordine di sequestro per il mancato rispetto dei vincoli monumentali e paesaggistici della torre massimiliana.

Sulla vicenda sono intervenuti esponenti delle istituzioni chiedendo chiarezza. A cominciare dal parlamentare del Partito Democratico, Vincenzo D’Arienzo: “ovviamente rispetto le decisioni della magistratura e sono nel contempo preoccupato per il contraccolpo sul servizio pubblico di interesse generale. Mi stupiscono, inoltre, sia il sequestro avvenuto a trattativa quasi al termine sia ‘l’appuntamento televisivo’ sulle Torricelle. A volte ci sono cose che pragmaticamente si possono evitare”.

Il parlamentare del Partito Democratico ha continuato: “Auspico che se ne occupi il Governo affinchè con il Demanio la questione sia risolta definitivamente e che tutte le emittenti possano tornare a lavorare serenamente a favore della crescita culturale del territorio”.

Dello stesso avviso anche Lorenzo Fontana, Lega Nord.“Esprimo massima solidarietà ai giornalisti e a tutti i lavoratori delle emittenti oscurate. Auspichiamo che la vicenda possa comporsi in tempi brevissimi, trovando un accordo che sappia contemperare la necessaria esigenza di legalità con: la doverosa tutela dei posti di lavoro, la salvaguardia di un servizio di interesse pubblico, tutelato dalla Costituzione, e del pluralismo dell’informazione. Intendo portare il caso all’attenzione dell’Unione Europea e, tramite i nostri parlamentari, interrogare il governo Italiano, sottolineando che in questa vicenda sono in gioco posti di lavoro e diritti costituzionalmente garantiti. Il black out delle reti rappresenta un danno per tutti i cittadini veronesi”.

Così il numero due della Lega Nord, Fontana, dopo il sequestro preventivo delle antenne e dei ripetitori televisivi e radiofonici installati dalla metà degli anni ’70 sulla Seconda Torricella Massimiliana.

“In questa vicenda giornalisti, lavoratori, utenti non c’entrano niente, ed è ingiusto che debbano subirne le conseguenze. Il rispetto della legalità è fondamentale e imprescindibile ma la decisione di un sequestro preventivo ha ripercussioni di cui non si può non tenere conto. In gioco ci sono infatti centinaia di posti di lavoro, la tenuta di aziende e la garanzia di servizi e del pluralismo dell’informazione. Fattori, questi, fondamentali, che rischiano di essere messi in crisi nel momento in cui si decide di apporre sigilli ai ripetitori” ha concluso Fontana, europarlamentare e vicesindaco di Verona.

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