Jobs Act, ok del Consiglio al primo tagliando

Jobs Act - Voucher

Il Cdm ha approvato, in via preliminare, le modifiche del Jobs Act che riguardano anche il lavoro accessorio

L’ultimo Consiglio dei ministri ha approvato, in via preliminare, un decreto legislativo che va ad integrare e correggere il Jobs Act. Le modifiche riguardano principalmente i Voucher lavoro e la solidarietà espansiva. Il testo, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, dopo essere stato rinviato durante il precedente Cdm, è stato, finalmente, discusso e dovrà ora essere inviato al Parlamento per i prescritti pareri da parte delle commissioni competenti.

Voucher lavoro

Le modifiche da apportare al decreto legislativo n. 81 del 2015 attengono principalmente al lavoro accessorio (i voucher lavoro) e sono sostanzialmente due. La prima presume la piena tracciabilità dei voucher. Gli imprenditori non agricoli o professionisti che si avvarranno di prestazioni di lavoro accessorio, dovranno (almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione) comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore. Anche il luogo di lavoro e la durata della prestazione dovranno essere riferiti. Le informazioni si potranno inviare tramite sms o posta elettronica.
Gli imprenditori agricoli dovranno comunicare gli stessi dati, seguendo le stesse modalità, però, in un arco temporale non superiore ai 7 giorni.
In caso di mancata comunicazione si applicheranno sanzioni amministrative, dai 400 ai 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore non dichiarato.

La seconda modifica esonera il settore agricolo dal limite imposto agli imprenditori, che possono avvalersi di prestazioni di lavoro accessorio per compensi non superiori a 2.000 euro. L’esclusione degli imprenditori agricoli è dovuta al fatto che l’utilizzo del lavoro accessorio in agricoltura è già soggetto, oltre al limite generale dei 7.000 euro per lavoratore, anche ad ulteriori limitazioni. In agricoltura, infatti, si può usufruire del lavoro accessorio nell’ambito delle attività agricole stagionali effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni (se regolarmente iscritti ad un corso di studi presso un istituto scolastico o universitario).

Solidarietà espansiva

Le modifiche al decreto legislativo n.148 del 2015 permetteranno la trasformazione dei contratti di solidarietà “difensivi” in contratti di solidarietà “espansivi”, favorendo l’incremento del personale.Tale possibilità riguarderà i contratti di solidarietà difensivi in corso da almeno dodici mesi e quelli stipulati comunque prima del 1 gennaio 2016. Il cambiamento non prevederà una riduzione d’orario superiore a quella già concordata. Ai lavoratori spetterà un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50 percento dell’integrazione prevista prima della trasformazione del contratto. L’integrazione a carico del datore di lavoro non sarà imponibile ai fini previdenziali e i lavoratori beneficeranno dell’accredito contributivo figurativo.
Le quote di trattamento di fine rapporto maturate durante il periodo di solidarietà resteranno a carico della gestione previdenziale di riferimento e la contribuzione addizionale a carico del datore di lavoro sarà ridotta del 50 percento.

Isfol, Anpal e jobs act per i disabili

Le disposizioni integrative e correttive del Jobs Act riguardano infine altri tre decreti legislativi.  Il primo (d.lgs n. 149/2015)  trasforma l’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ) in Inapp (Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche); il secondo(d.lgs n. 150/2015)  assegna all’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) la competenza a coordinare i programmi formativi destinati ai disoccupati, ai fini della loro qualificazione e riqualificazione professionale, dell’autoimpiego e dell’immediato inserimento nel mondo del lavoro. Infine il Governo è intervenuto anche in materia di diritto al lavoro per le persone con disabilità, andando ad apportare alcuni correttivi al decreto legislativo n. 151 del 2015.

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