Inquinamento acustico, troppe infrazioni: il governo si adegua

Inquinamento acustico

Sì del Cdm, in via preliminare, al decreto legislativo in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico

Prosegue il lavoro del governo per adeguare l’Italia alle normative europee. Questa volta il tema riguarda l’ambiente e l’inquinamento acustico. 

Il provvedimento, approvato in via preliminare dal Cdm, ha il compito di armonizzare la normativa nazionale in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della Legge Europea 2013 bis (Legge n. 161 del 30 ottobre 2014).

Stop ai rumori ambientali anche nelle attività produttive

Il fine del provvedimento è quello di regolamentare attività particolarmente sensibili al rumore ambientale (attività che al momento erano ancora escluse dalle normative), quali gli impianti eolici, le aviosuperfici, le elisuperfici, le idrosuperfici, le attività e discipline sportive e le attività di autodromi e piste motoristiche.

Inoltre, il decreto legislativo si propone di ridurre le procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia in materia di rumore ambientale.

In più con il decreto il governo cerca di risolvere in modo definitivo alcune criticità normative, soprattutto quelle riguardanti la materia di applicazione dei valori limite e di azioni mirate alle autorizzazioni all’esercizio di sorgenti sonore, quali le infrastrutture dei trasporti e le attività produttive, oltre che la mitigazione dell’inquinamento acustico e la salvaguardia delle popolazioni e degli ecosistemi.

Gaia Catalani

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