Home restaurant ma si pronuncia home restoration

home restaurant

Regole stringenti per l’home restaurant nel provvedimento appena approvato a Montecitorio. Soddisfatta la Fipe per la quale serviva regolamentare il settore

Con 326 voti a favore, 23 contrari e 27 astenuti l’assemblea di Montecitorio ha approvato, in prima lettura, il provvedimento che disciplina l’attività di home restaurant (C. 3258-A).

I sette articoli di cui si compone il testo unificato passeranno adesso all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

L’iniziativa legislativa raccoglie le proposte a firma del M5S, del Partito democratico, di Sinistra italiana e di Area popolare e mira ad introdurre una regolamentazione abbastanza restrittiva del fenomeno.

Si scrive home restaurant, si pronuncia home restoration

La disciplina dell’attività di ristorazione in abitazione privata  introduce obblighi, avvertenze e poche sanzioni. Alcuni nuovi obblighi messi in capo a chi si dedica ad attività di ristorazione privata equiparano l’attività privata a quella pubblica. Intanto la definizione: l’ “home restaurant” è l’attività occasionale finalizzata alla condivisione di eventi enogastronomici esercitata da persone fisiche all’interno delle unità immobiliari ad uso abitativo, per il tramite di piattaforme digitali che mettono in contatto gli utenti anche a titolo gratuito, e con preparazione dei pasti all’interno delle unità immobiliari private.

Il gestore deve garantire che le informazioni relative alle attività degli utenti, iscritti alle piattaforme digitali di home restaurant, siano tracciate e conservate. Le attività di home restaurant devono essere inserite nella piattaforma digitale almeno trenta minuti prima dell’inizio dell’evento enogastronomico e devono rimanere in memoria anche in caso di eventuale cancellazione o mancata realizzazione prima della sua fruizione.

Il gestore deve far sì che utenti, operatori e cuochi siano coperti da polizze assicurative per la copertura dei rischi derivanti dall’attività di home restaurant e deve verificare che l’unità immobiliare ad uso abitativo sia coperta da apposita polizza che assicuri per la responsabilità civile verso terzi.

Il gestore deve infine comunicare ai comuni, per via digitale, le unità immobiliari registrate dalla piattaforma presso le quali si svolgono le attività di home restaurant.

L’attività di home restaurant non può superare il limite di 500 coperti per anno solare. L’ operatore cuoco non può percepire proventi annui superiori a 5000 euro. Sanzioni? L’inosservanza di quanto previsto comporta il divieto di prosecuzione dell’attività medesima e la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 10, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287.

L’intervento legislativo relativo alla attività di home restaurant ridefinisce la centralità della ristorazione professionale tradizionale limitando la concorrenza e definendo modalità restrittive per la attività di ristorazione privata, tanto sul versante delle qualità (polizze e visibilità) quanto sul versante della quantità. E’, insomma, la legge che gli hotel avrebbero voluto leggere e soprattutto avrebbero voluto veder applicata nella disciplina delle attività di b&b. Ma decisamente questi ultimi hanno usufruito di maggiore benevolenza.

Favorevoli e contrari alla regolamentazione sull’home restaurant

Soddisfatto del risultato il relatore, l’onorevole Angelo Senaldi del PD che ha ringraziato i suoi colleghi della commissione Attività Produttive per il lavoro svolto nel tentativo di ”cercare di trovare un equilibrio nella regolamentazione di una realtà del tutto nuova come quella dello sharing economy”. Per Senaldi il  provvedimento approvato dalla Camera dei deputati mira a tutelare sia l’esercente che il consumatore. E’ una normativa innovativa, prima in Europa che non vuole fermare il fenomeno degli home restaurant ma nemmeno renderlo concorrente rispetto alla ristorazione tradizionale, fiore all’occhiello del nostro Paese.

Parole positive sul testo licenziato da Montecitorio sono arrivate anche dalla Fipe, la Federazione italiana Pubblici Esercizi, favorevole ad una regolamentazione del settore.

A votare no sono stati, invece, i parlamentari della Lega e dei Conservatori e Riformisti, contrari a tutte le restrizioni introdotte dal provvedimento sull’home restaurant, ritenute eccessive. (Martina Battelli)

SHARE