Forze armate, cambia tutto: deleghe a Gentiloni

forze armate

Il cdm ha approvato un disegno di legge per la riorganizzazione e la revisione del modello operativo e professionale

Forze armate, cambia tutto: il progetto di Gentiloni. In occasione dell’ultimo cdm si è discusso anche di un disegno di legge per dare deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate, la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze Armate e la riorganizzazione del sistema della formazione.
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra della difesa Roberta Pinotti, ha approvato un disegno di legge di delega al Governo per la riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture, la revisione del modello operativo delle Forze Armate, la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze Armate e la riorganizzazione del sistema della formazione.

Il progetto di riforma, che dà concreta attuazione al Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, delinea, con una prospettiva di medio termine, lo strumento militare che possa meglio assolvere i compiti di sicurezza internazionale e di difesa, individuando al contempo il modello di governance e di conseguente organizzazione che possa garantire la rispondenza a moderni criteri di efficacia, efficienza ed economicità.

A tal fine, sono individuati quattro ambiti di intervento:

la revisione della governance, con l’obiettivo di ridurre il livello di risorse umane e finanziarie necessarie per le funzioni di direzione e supporto, a parità di capacità operative esprimibili, consentendo una più efficace direzione politica e un’azione armonica e sinergica delle diverse componenti dello strumento militare;
l’adeguamento del modello operativo, mediante: il passaggio da una visione interforze delle Forze armate ad una maggiore integrazione fra le varie componenti, nel rispetto degli specifici domini di azione; l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali; la riduzione dei livelli gerarchici e la semplificazione delle procedure; il rafforzamento delle capacità operative dello strumento militare con quelle delle organizzazioni internazionali di riferimento;
la conseguente rimodulazione del modello professionale, da realizzare mediante un incremento della aliquota di personale a tempo determinato e un proporzionale decremento di quella del personale in servizio permanente, in modo da assicurare la graduale diminuzione dell’età media dei militari in servizio;
la politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa nell’ambito delle relative attribuzioni, con l’introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l’industria e il mondo universitario e della ricerca.
Attraverso il progetto di riforma, inoltre, lo strumento militare risulterà più allineato con quelli degli altri principali Paesi europei e questo favorirà una maggiore collaborazione nel campo della sicurezza e difesa europea.

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