Femminicidio, al Senato la Commissione d’inchiesta

I venti parlamentari avranno gli stessi poteri d’inchiesta dell’autorità giudiziaria

Il Senato ha approvato quasi all’unanimità, 227 a favore e 5 astenuti, la proposta di creare una Commissione di inchiesta monocamerale contro il femminicidio e ogni tipo di violenza di genere. Questa durerà un anno e sarà composta da venti senatori e senatrici, nominati dal Presidente Grasso, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari.

I compiti della Commissione

Secondo il documento XII n. 34 presentato nell’Aula di Palazzo Madama, la Commissione dovrà svolgere indagini “sulle reali dimensioni, condizioni, qualità e cause del femminicidio e, più in generale, di ogni forma di violenza di genere”. Dovrà, inoltre, monitorare la concreta attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa del maggio 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

Per capire meglio il fenomeno e aumentare la prevenzione, la Commissione dovrà anche analizzare eventuali falle nel nostro sistema giuridico in questo settore e studiare gli episodi di femminicidio avvenuti a partire dal 2011 “per accertare se siano riscontrabili comportamenti ricorrenti, valutabili sul piano statistico”. Non secondario, infine, sarà il suo compito di creare delle leggi che garantiscano una “più adeguata prevenzione e il più efficace contrasto al femminicidio” e una maggiore tutela delle vittime.

Stessi poteri dell’autorità giudiziaria

La Commissione, durante le indagini, avrà limitazioni e poteri analoghi a quelli dell’autorità giudiziaria. Non potrà, però, adottare provvedimenti “attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione”. Infine, potrà richiedere agli organi e agli uffici della pubblica amministrazione copie di atti e documenti attinenti alle inchieste, mantenendo sempre, però, l’obbligo del segreto.

Organizzazione interna e spese

I componenti della Commissione saranno venti, tra senatori e senatrici, ognuno in rappresentanza del proprio gruppo parlamentare. Il loro lavoro sarà regolato da un regolamento approvato dalla Commissione stessa prima del suo avvio. I senatori si potranno inoltre avvalere dell’opera degli ufficiali e agenti della polizia giudiziaria.

Le spese previste per il funzionamento della Commissione arriveranno a un tetto massimo di 10mila euro per il 2016 e 5mila per il 2017 e sono poste a carico del bilancio interno del Senato.

La soddisfazione di Fedeli e Finocchiaro

Le prime firmatarie della proposta, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, si sono dichiarate soddisfatte del risultato. “Sono davvero soddisfatta del voto favorevole dell’Aula all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Una proposta di cui sono stata prima firmataria e che ha ricevuto l’appoggio di tutte le forze politiche” ha dichiarato Fedeli. Il ministro Finocchiaro invece ha twittato: “Bene Commissione di inchiesta sul femminicidio. Siamo all’emergenza e fare tutto ciò che è possibile per contrastarlo è un dovere”.

N.V.

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