Enoturismo, si lavora per un suo riconoscimento ufficiale

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In Senato si discute della disciplina e promozione dell’enoturismo a cui viene estesa in parte la normativa prevista per l’attività di agriturismo

Disciplinare e promuovere l’enoturismo. E’ questo l’obiettivo principale di un provvedimento all’esame della commissione Agricoltura del Senato e sul quale si stanno svolgendo le audizioni dei principali soggetti interessati.

L’enoturismo e la sua importanza in un processo di sviluppo economico

Il turismo del vino rappresenta per il nostro Paese un importante strumento di sviluppo economico. Come ha messo in evidenza il sen. Dario Stefano, primo firmatario, nel corso della sua relazione introduttiva, l’Italia ha, ”un giacimento vitivinicolo unico al mondo, accanto al quale si è fatta strada negli anni una forma di l’enoturismo – con 2,5 miliardi di euro di fatturato annuale e 13 milioni di arrivi in cantina”.

Proprio per questo, in sintonia con le finalità del testo unico sul vino recentemente approvato (lg. 238 del 2016), e con i piani di sviluppo rurale regionali, il legislatore ha deciso di intervenire per qualificare e valorizzare le aree ad alta vocazione vitivinicola, assegnando all’enoturismo una sua specifica identità.

Procedimento per la certificazione dell’attività di ricezione

Il provvedimento prevede che le attività di ricezione e di ospitalità, a cominciare dalla degustazione dei prodotti aziendali e dall’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte dalle aziende vinicole, possano essere ricondotte alle attività agrituristiche.

Spetterà alle regioni provvedere a rilasciare il certificato di abilitazione allo svolgimento dell’attività enoturistica sulla base dell’esistenza dei requisiti necessari contenuti in parte nel provvedimento in discussione in Parlamento, in parte demandati ad un apposito decreto del Mipaaf. In particolare per ottenere la certificazione della qualità dell’accoglienza si richiede la partecipazione a processi di formazione di medio lungo periodo, intesa sia come formazione di base sia come formazione specialistica e di benchmarking a sostegno dell’innovazione dell’offerta.

La commercializzazione dei prodotti dell’enoturismo

Quanto all’aspetto della commercializzazione dei prodotti dell’impresa enoturistica si rimanda alla normativa degli agriturismi: sarà possibile per gli imprenditori agricoli vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti dalle rispettive aziende. Le imprese enoturistiche potranno anche commercializzare prodotti dell’artigianato locale, così da poter far conoscere ai turisti la cultura, i mestieri e le tradizioni locali.

Un Osservatorio per il turismo del vino ed un Piano strategico triennale

E’ prevista anche l’istituzione di un Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali a cui le Regioni dovranno inviare, ogni anno, una relazione sintetica sullo stato dell’enoturismo nel territorio di propria competenza. All’Osservatorio spetterà il controllo del livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore e l’attività di stimolo per la valorizzazione dell’attività enoturistica.

Sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio, il Mipaaf dovrà ogni tre anni redigere un Piano strategico nazionale di promozione del turismo del vino italiano sia sui mercati nazionali che su quelli internazionali. Il principale veicolo di comunicazione e promozione è stato individuato in un portale internet stabile appositamente dedicato, aggiornato ed efficace in termini di brand reputation. (M.B.)

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