Energia rinnovabile e uscita dal carbone: l’agenda del governo

Gian Luca Galletti energia carbone

“Per uscire definitivamente dal carbone entro il 2030 all’Italia servono 3 miliardi di euro” cosi i ministri Calenda e Galletti nel corso dell’audizione

Efficienza energetica, energia rinnovabile, uscita dal carbone entro il 2030. Sono solo alcuni dei temi discussi durante l’ultima audizione parlamentare che ha visto protagonisti il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Sen 2017: la nuova Strategia Energetica Nazionale

In tema energetico l’Italia risulta essere sulla giusta strada ma il cammino è ancora lungo. Nel corso dell’audizione è emerso, infatti, che l’Italia ha registrato dal 2000 un’intensità energetica inferiore alla media Ue, specialmente rispetto a Francia e Germania

La Strategia Energetica Nazionale 2017 (Sen 2017) offre uno scenario piuttosto realistico di come dovrebbe svilupparsi il prossimo futuro energetico in Europa. I contenuti Sen2017, infatti, sono basati su input ed evidenze emerse in vari tavoli, sia a livello nazionale che internazionali.  È stato, quindi, elaborato uno scenario di riferimento tenendo conto l’evoluzione del contesto energetico UE e nazionale al ’30 e ’50.

I tre obiettivi a cui fa riferimento la Strategia Energetica Nazionale sono: competitività (ridurre il gap di prezzo dell’energia allineandosi a prezzi UE, in un contesto di prezzi internazionali crescenti) ambiente (raggiungere obiettivi ambientali Clima-Energia, in linea con gli obiettivi Cop21)  e sicurezza (migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità del sistema).

Uscita dal carbone ipotizzabile anche per l’Italia

Mentre in Paesi come la Germania c’è stato un ridimensionamento del ruolo del carbone, approvato con il piano di chiusura del 13 percento delle centrali a lignite (che rappresentano il 25 percento della produzione nazionale), anche in Italia si stanno cominciando a delineare possibili scenari di phase-out di carbone con orizzonte 2025 – 2030. Finora sono state ipotizzate tre possibilità:

  • uno scenario che preveda al 50 percento rinnovabili e un phase-out inerziale del carbone,
  • uno scenario al 50 percento rinnovabili e phase-out parziale carbone,
  • uno scenario al 50 percento rinnovabili e phase-out completo carbone.

L’operazione avrà, ovviamente, dei costi. Secondo i ministri “l’uscita totale dal carbone tra il 2025-2030 è possibile, ma costerà circa 3 miliardi di euro rispetto allo scenario base e dovrà essere affrontato il tema delle tempistiche autorizzative per nuove centrali e nuove infrastrutture”. I costi riguardano soprattutto l’alimentazione della Sardegna e alcune aree del Nord Italia.

Energia rinnovabile: si punta al 27 percento del consumo complessivo

Per l’anno 2030, si punta ad una quota pari a 27 percento del consumo complessivo di energia. Per quanto riguarda il fotovoltaico non occorrono piùincentivi diretti ma contratti a lungo termine mediante gara competitiva per garantire un segnale di prezzo per un certo numero di anni”.

La fonte idro, storicamente prima fonte rinnovabile italiana, va rilanciata anche attraverso una revisione della normativa su meccanismi d’asta delle concessioni in modo da selezionare nuovi progetti e rilanciare investimenti. In particolare, lo svuotamento e pulizia degli invasi e la realizzazione di piccoli sistemi di accumulo.

 

Gaia Catalani

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