Dl Vitalizi, buona la prima

Dl Vitalizi

Con la proposta sui vitalizi, il trattamento previdenziale dei parlamentari viene completamente equiparato a quello dei lavoratori dipendenti

Almeno 348 si e 17 no per la proposta di legge Richetti che ricalcola con metodo contributivo i vitalizi di 2600 ex parlamentari.
La legge è stata così approvata alla Camera, ora tocca al Senato. Il via libera alla proposta è stato trasversale: Pd, M5S, Lega, Fdi e Sinistra Italiana (Mdp si è astenuto). Contrari i centristi. Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto finale sulla legge bollata come incostituzionale.

Cosa cambia

All’interno della proposta di legge, quindi, abbiamo non solo l’introduzione di un sistema previdenziale identico a quello vigente per i lavoratori dipendenti, ma anche la sua estensione a tutti gli eletti, compresi gli ex parlamentari che attualmente beneficiano dell’assegno vitalizio, in modo da abolire definitivamente i trattamenti in essere basati ancora sul sistema dei vitalizi, definito un “privilegio medievale” dal M5S e che, denunciano i pentastellati Riccardo Fraccaro e Laura Castelli “ha per un costo di 215 milioni all’anno” .

La proposta di legge prevede interventi anche sui vitalizi dei consiglieri regionali e sul loro trattamento previdenziale, in modo da adeguarli al nuovo regime valido per i parlamentari e per la generalità dei lavoratori. Si prevede, quindi, che le regioni, sia a statuto ordinario, sia a statuto speciale, e le province autonome di Trento e di Bolzano si debbano adeguare a quanto previsto per i parlamentari nazionali, pena la decurtazione dei trasferimenti statali che spettano loro.

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