Dl Mezzogiorno, il sì della Commissione Bilancio

Pil in crescita al Sud grazie ad agricoltura

Tra le disposizioni, 50 milioni per il ricambio generazionale nel settore agricolo

Ieri la Commissione Bilancio del Senato ha approvato il testo del Dl riguardante le disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno e denominato “Resto al sud“.

Il dl prevede per i giovani di età compresa dai 18 ai 40 anni, residenti nelle regioni dell’ Abruzzo , Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, una serie di agevolazioni e finanziamenti per progetti e attività legate al settore dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura.

Nello specifico, ci saranno delle disposizioni ad hoc per lo sviluppo dell’imprenditoria agricola, alla quale verrà destinata la somma di 50 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) per favorire il ricambio generazionale. Tra le altre disposizioni nel settore agricolo, per preservare i terreni da un’ulteriore edificazione, la legge incoraggia le imprese ad utilizzare terreni e immobili abbandonati da almeno 15 anni.

1.250 milioni di euro sarà, invece, la cifra complessiva prevista dal dl approvato oggi al Senato. Questa sarà distribuita ai singoli imprenditori (o alle aziende) attraverso dei mututi a tasso zero e dei contributi a fondo perduto fino al 35 percento del capitale di investimento.

Gli elenchi dei beneficiari, suddivisi per provincia, saranno pubblicati sul sito internet di Invitalia. Sul web saranno anche specificati gli importi concessi e gli istituti di credito concedenti. L’importante è che i beneficiari mantengano la residenza,la sede legale e operativa nelle regioni citate per tutta la durata del finanziamento.
Nello specifico, ognuno potrà beneficiare di un massimo di 50 mila euro di sovvenzione. Nel caso si tratti di una società, invece, questo importo sarà garantito per ogni singolo socio.

Il dl ha, infine, denominato Abruzzo , Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, zone economiche speciali (ZES). A queste regioni verranno perciò attribuiti benefici fiscali ed altre agevolazioni, tra cui un credito di imposta (del valore massimo di 50 milioni di euro) per l’acquisto di nuovi beni strumentali.

Giulia Fortunato

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