Dl Mezzogiorno, non solo Ilva: leggi e aiutini per tutti

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Triplicato il contenuto del dl Mezzogiorno nel corso dell’esame parlamentare. Oltre all’Ilva il provvedimento si occupa di porti, acque reflue, G7, cultura, aziende e famiglie

E’ arrivato, nella giornata di ieri, il via libera definitivo al dl Mezzogiorno che nel corso del suo esame parlamentare è passato dagli originari 7 articoli agli attuali 22. L’aula del Senato ha approvato il provvedimento con 122 voti favorevoli, 44 voti contrari e 50 astensioni.

L’impianto iniziale proposto dal Governo a fine 2016 prevedeva interventi a tutela dell’occupazione, per la salvaguardia ambientale e la coesione sociale e territoriale, con un predominio della parte dedicata all’Ilva. Durante l’esame presso la Camera dei deputati sono stati aggiunti, dall’esecutivo stesso, diversi altri capitoli riguardanti innanzi tutto azienda, lavoratori e famiglie, nonché il processo di riconversione dei porti. Inoltre, al fine di scongiurare una procedura d’infrazione da parte dell’Ue, sono state introdotte norme sulla depurazione delle acque reflue e delle fognature.

Le novità sull’Ilva contenute nel dl Mezzogiorno

Non solo Ilva, quindi, nel provvedimento che attende ora la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Ma le misure previste per l’azienda che ha rappresentato la storia della siderurgia italiana rivestono comunque un ruolo fondamentale: viene modificata la tempistica di restituzione del prestito di 300 milioni di euro, che era stato erogato nel 2015 dallo Stato a favore dell’azienda, che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla data di cessione dei complessi aziendali. Inoltre il dl Mezzogiorno estende la durata del programma di amministrazione straordinaria dell’azienda fino alla scadenza prevista per l’attuazione del Piano ambientale. A tutela dei dipendenti arriva l’integrazione alla cigs, grazie all’autorizzazione di una spesa di 24 milioni che potranno essere utilizzati anche per la formazione professionale finalizzata alla gestione delle bonifiche.

Aiuti ad aziende e famiglie

Quanto alle altre misure introdotte dal decreto legge, da segnalare l’aumento del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive che si trovano nelle zone assistite delle regioni del Mezzogiorno. Viene inoltre soppresso il divieto di cumulo con altri aiuti di Stato ed è alzato l’ammontare massimo di ciascun progetto, in base al quale si ottiene il bonus fiscale. Delle agevolazioni potrà usufruire anche la Sardegna che è stata, alo scopo, inclusa tra le regioni del Sud.

Il dl Mezzogiorno prevede poi un piano di sostegno per le famiglie disagiate dei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola finanziato con 10 milioni di euro per ciascun anno dal 2017 al 2019.

In materia sanitaria sono stanziate, per la Puglia, risorse fino a 50 milioni nel 2017  e 20 milioni nel 2018, per la realizzazione di interventi in favore delle strutture sanitarie pubbliche ed è autorizzata una quota di 100 milioni di euro per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione nelle regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Acque reflue e porti

Al fine di evitare una condanna da parte dell’Europa sui sistemi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, è stato deciso di affidare il coordinamento degli interventi che dovranno essere adottati ad un unico commissario straordinario del Governo.

In relazione alla situazione porti, con il decreto legge appena convertito si provvede a far nascere l’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto, il cui scopo dovrebbe essere quello di sostenere l’occupazione e accompagnare i processi di riconversione industriale delle infrastrutture portuali. L’ente sarà a tempo determinato, con una durata massima di 36 mesi. Viene anche aumentato di 5 milioni di euro l’anno, dal 2017 al 2022, il contributo per il completamento e l’implementazione della rete immateriale degli interporti, finalizzata al potenziamento del livello di servizio sulla rete logistica nazionale.

G7 e Matera capitale europea della cultura

In occasione della presidenza italiana del G7, in deroga alla normativa vigente, è stato stabilito che lavori, forniture e servizi potranno essere erogati senza il ricorso a bandi, utilizzando la semplice procedura negoziata.

Viene istituito, in via sperimentale, il programma ”Magna Grecia – Matera verso il Mediterraneo”, volto a finanziare specifici progetti per la valorizzazione del ruolo di Matera quale ‘città porta’ verso il Mediterraneo. Il progetto è collegato al riconoscimento di Matera ”Capitale europea della cultura” per il 2019. Inoltre attraverso il dl Mezzogiorno si è provveduto ad autorizzare la spesa di 500.000 euro, a decorrere dal 2017, per l’organizzazione annuale della Conferenza per il dialogo mediterraneo denominata Med dialogues. (M.B.)

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