Diritto d’autore e monopolio Siae: un compromesso all’italiana

Diritto d'autore Siae

Il governo ha approvato (con 11 mesi di ritardo) il decreto legislativo che recepiva la direttiva Barnier della Ue in materia di diritto d’autore

Novità nella normativa del diritto d’autore. Ci sono voluti ben 11 mesi in più, rispetto alla scadenza del termine imposto da Bruxelles (10 aprile 2016), ma alla fine l’Italia ha recepito la direttiva Barnier, la 2014/26 con cui l’Unione Europea ha inteso modernizzare la gestione collettiva del diritto d’autore per assicurare competizione tra le società di collecting dei Paesi Ue e lo ha fatto tramite un decreto legislativo approvato in via definitiva nell’ultimo Consiglio dei Ministri.

Monopolio Siae: si, no forse

Nonostante il nostro Paese abbia finalmente deciso di mettersi in pari con la linea scelta dalla Commissione europea, resta il dubbio che il provvedimento del governo sia stata una mossa per accontentare un pò tutti. Nel decreto del governo, infatti, viene predisposto che la Siae continuerà a essere l’unica collecting operante su territorio italiano, ma con la libertà, per tutti gli autori, di iscriversi a società di altri Stati Ue come, ad esempio, la già operante Soundreef, start-up italiana con sede a Londra.

I ricavi dei diritti d’autore saranno separati da quelli ricavati dagli investimenti

Secondo quanto stabilito dal testo del decreto legislativo in materia di diritto d’autore, in merito alla riforma del mercato dei diritti d’autore, l’adesione agli organismi di gestione dovrà basarsi su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori; gli stessi dovranno avere un organo assembleare investito delle principali decisioni riguardanti l’organismo; gli amministratori dovranno attuare una sana e prudente gestione; i proventi dei diritti d’autore dovranno essere contabilmente separati da quelli derivanti da investimenti.

Agcom vigilerà sulle disposizioni del decreto

A vigilare sulle disposizioni del d.lgs sarà l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il mercato del diritto d’autore che passa attraverso il collecting in Italia sfiora gli 800 milioni e insiste su settori diversi come musica leggera, lirica, drammaturgia, editoria, arti figurative e cinema. Settori che, sommati insieme, possono arrivare anche ai 7,7 miliardi di euro.

Gaia Catalani

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