Ddl Concorrenza, la luce (dell’Enel) in fondo al tunnel

Ddl Concorrenza

Il testo dovrebbe essere approvato mercoledì ma la maggioranza “inciampa” su due emendamenti del relatore Pd Mucchetti in materia di energia e assicuazioni

Dopo quasi mille giorni, domani martedì 1 agosto, il provvedimento sul Ddl Concorrenza approderà in aula al Senato in cerca del via libera definitivo. La relazione tecnica del disegno di legge è arrivata e porta le recenti modifiche apportate negli ultimi giorni dalla Camera. Così, dopo il via libera da parte della Commissione Bilancio, i senatori della X Commissione hanno proseguito i loro lavori bocciando le proposte di modifica presentate e dando mandato al relatore di conferire favorevolmente all’Assemblea.

Anche nell’atto finale, però, non sono mancati gli attriti: questa volta lo scontro coinvolge proprio la maggioranza e il Pd, divisi sulla bocciatura di due emendamenti presentati dal presidente della commissione Industria, Massimo Mucchetti (Partito Democratico), in materia di energia e assicurazioni.

La posizione di Mucchetti è chiara. Ritiene che il Ddl Concorrenza rappresenti un aiutino del governo ad Enel. “Il disegno di legge, intitolato alla promozione della concorrenza, contiene anche norme a favore di interessi organizzati o di monopoli”. Il tema tanto caro a Massimo Mucchetti riguarda le modalità di eliminazione del servizio di maggior tutela del mercato energetico. La Camera, infatti, aveva soppresso il provvedimento con il quale si chiariva come gli utenti del servizio fossero ancora clienti dell’acquirente unico e non degli operatori che forniscono il servizio di vendita (Enel, A2a, Acea, etc etc).

“Non è un caso”, ha dichiarato il senatore del Pd, “che Enel, A2a, Acea e gli altri operatori costituiscano società distinte per i clienti in libero mercato e per quelli dell’Acquirente Unico. La modifica apportata dalla Camera, espungendo quel riferimento ai soggetti che non abbiano scelto il proprio fornitore, fa quindi un doppio regalo ai fornitori del servizio di vendita all’Acquirente Unico: il primo consiste nell’acquisizione di questi clienti, senza alcun costo commerciale, ma in forza di una legge; il secondo nella possibilità di aumentare i prezzi come l’esperienza del libero mercato di questi anni fa prevedere”.

In sintesi, secondo Marchetti, ritardare ancora l’approvazione “visti i tempi complessivi dell’iter e l’’evidente stortura destinata a restare e a produrre i suoi effetti”, sarebbe stata la mossa più saggia e più corretta da intraprendere per proteggere i consumatori italiani.

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