Crimini domestici, più tutele per i figli delle vittime

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Gratuito patrocinio e diritto alla pensione per i figli delle vittime di crimini domestici ed inasprimento delle pene per gli assassini nel testo approvato dalla Camera

La Camera ha approvato all’unanimità il provvedimento che rafforza le tutele a favore dei figli rimasti orfani a seguito di crimini domestici. La parola per il via libera definitivo passa adesso all’altro ramo del Parlamento.

Inasprite le pene per l’omicida

Innanzi tutto si interviene sulla normativa penale andando ad inasprire le pene: mentre fino ad oggi l’assassino poteva cavarsela con soli 11 anni di carcere, il testo equipara l’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente a quello dei genitori o dei figli facendolo rientrare così nella fattispecie aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo.

Tutele processuali per gli orfani di crimini domestici

Le tutele riguardano sia l’ambito processuale che quello economico e sono applicabili ai figli minorenni e maggiorenni delle vittime di omicidio commesso dal coniuge anche legalmente separato o divorziato, dalla parte dell’unione civile o da persona che è o è stata legata alla vittima da relazione affettiva e da stabile convivenza.

Dal punto di vista processuale, l’obiettivo del provvedimento è quello di consentire ai figli delle vittime di crimini domestici l’accesso al gratuito patrocinio, a prescindere dai limiti di reddito. Viene inoltre rafforzato il diritto al risarcimento per il danno subito, attraverso la previsione dell’obbligo per il PM a cui è assegnata la causa, di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato in ogni stato e grado del processo e di assegnare a titolo di provvisionale, in sede di condanna ed a prescindere dal carattere definitivo della stessa, una somma pari ad almeno il 50% del presumibile danno da liquidare, poi, in sede civile.

Diritto alla pensione per i figli ed indegnità a succedere per l’omicida

Quanto alle tutele prettamente economiche, il provvedimento va a modificare l’istituto dell’indegnità a succedere, rendendone automatica l’applicazione in caso di condanna per omicidio in ambito domestico e prevede la sospensione della chiamata all’eredità dell’indagato fino al decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento. In questo modo gli eredi saranno sollevati dall’onere di dover promuovere un’autonoma azione civile.

Fin dalla fase delle indagini preliminari viene sospeso anche il diritto alla pensione di reversibilità per il presunto autore del crimine di omicidio domestico e si prevede il subentro nella titolarità della quota del genitore indagato da parte dei figli minorenni o economicamente non autosufficienti che siano anche figli della vittima. In caso di archiviazione del procedimento o di proscioglimento viene fatto salvo il diritto a percepire gli arretrati.

Per i figli delle vittime di crimini domestici ci sarà, inoltre, assistenza medico psicologica gratuita, sarà garantito il diritto allo studio e all’avviamento al lavoro e si cercherà, per quanto possibile, di favorire la continuità delle relazioni affettive tra il minore e i parenti fino al terzo grado. (Martina Battelli)

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