Conti pubblici, Padoan a Moscovici: non cambieremo

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Padoan mette il punto in una lettera inviata a Moscovici: avanti con la crescita, la revisione dei conti pubblici può aspettare

Sisma, migranti, dissesto idrogeologico e maltempo. Nella lettera inviata dal ministro delle finanze Piercarlo Padoan ai Commissari dell’Ue Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, ci sono tutte le motivazioni per spingere sulla strada della crescita e non di correzione dei conti pubblici.

Il governo non cambierà strada intende procedere sulla “strada della crescita, del consolidamento e delle riforme strutturali” senza alcuna “eccessiva accelerazione” che “potrebbe compromettere l’economia in un momento di incertezza economica e geopolitica”. Secondo il Mef inoltre la politica fiscale italiana è conforme al Patto di stabilità e crescita.

Sempre nella lettera Padoan spiega che il “governo prenderà tra l’altro provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale in continuità con quelli già adottati nel recente passato, estendendone la portata, e di riduzione della spesa, anche grazie alla nuova modalità di costruzione del bilancio dello Stato entrata in vigore con la riforma completata nel 2016”.

Sisma, migranti, maltempo: le “emergenze” italiane

L’ondata sismica unita al maltempo dell’ultimo mese e all’eccezionale flusso di migranti ha messo a dura prova i conti pubblici italiana e di questo l’Ue non può dimenticarsene. Padoan scrive, infatti, che “l’afflusso di migranti e i recenti severi eventi sismici stanno comportando significative e inaspettate pressioni sul bilancio. Un ulteriore sforzo deriva dai più recenti eventi dove, una drammatica e severa sequenza di terremoti, unita a eccezionali condizioni di maltempo stanno rendendo considerevole lo sforzo di assicurare i bisogni delle popolazioni fortemente colpite”.

“Al momento non possiamo pienamente valutare l’impatto dei recenti eventi sismici sulle finanze pubbliche ma probabilmente andrà oltre un miliardo di euro già nel 2017”. Le risorse per il terremoto confluiranno in un fondo creato appositamente. Le spese per i migranti per il 2017 si stima possano arrivare fino allo 0,24 percento del pil, ovvero circa 4,2 miliardi.

La piaga dell’evasione fiscale sui conti pubblici

“Il governo prenderà tra l’altro provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale, estendendone la portata, e di riduzione della spesa, anche grazie alla nuova modalità di costruzione del bilancio dello Stato entrata in vigore con la riforma completata nel 2016”, scrive Padoan. La lettera fa da accompagnamento al Rapporto del ministro in cui indica le iniziative di politica economica capaci di colmare lo scarto tra il saldo di bilancio previsto per il 2017 dal Governo e il margine ritenuto necessario dalla Commissione, il tutto per cercare di ridurre in maniera progressiva il debito pubblico.

Gaia Catalani

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