Codice appalti: elastici, flessibili, quasi molli

Codice Appalti

Regole meno stringenti su subappalto e appalto integrato. C’è la possibilità di mandare in gara il progetto definitivo

Primo via libera da parte del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo correttivo del nuovo Codice Appalti. Regole più definite, meno rigidità ma rimangono confermati i parametri da utilizzare per la determinazione dei compensi a base di gara.

Questi parametri erano già stati stabiliti da un decreto, detto appunto Decreto “Parametri” del 17 giugno 2016. Il decreto ha come obiettivo determinare i corrispettivi negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. In base al Codice Appalti, invece, il decreto parametri rappresentava solo uno dei metodi a disposizione delle stazioni appaltanti, che avrebbero potuto scegliere altri criteri di calcolo.

Nei contratti che prevedono servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo, forme di sponsorizzazione o di rimborso.

Concorsi di progettazione

Secondo il decreto correttivo al nuovo Codice Appalti, è obbligatorio per i partecipanti ,a compilazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali (non più un progetto o piano con livello di approfondimento pari a quello di un progetto di fattibilità tecnica ed economica). Solo il vincitore, entro sessanta giorni dall’approvazione della graduatoria, avrà il compito di perfezionare la proposta presentata, dotandola di tutti gli elaborati previsti per la seconda fase del progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Le stazioni appaltanti possono scegliere se svolgere i successivi livelli di progettazione all’interno, nel caso in cui il bando lo preveda, affidare il compito ai vincitori con procedura negoziata.

I subappalti nel nuovo Codice Appalti

Le false dichiarazioni o false documentazioni che la stazione appaltante deve segnalare all’Anac non ineriscono solo alle procedure di  gara e agli affidamenti di subappalto ma anche alle dichiarazioni inerenti la richiesta di qualificazione.

L’articolo 46 del nuovo decreto correttivo modifica l’articolo 105 del codice in materia di sub-appalto, in modo da superare la rigidità della disciplina attualmente prevista.
Il subappalto infatti è vietato ad eccezione delle deroghe specificatamente previste dal medesimo articolo.

Inoltre, si prevede che costituisce comunque subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedano l’impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro e qualora l’incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell’importo del contratto da affidare, chiarendo che, per i lavori, le attività ovunque espletate sono quelle poste in essere nel cantiere cui si riferisce l’appalto.

Concessioni

Il limite dell’80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture, relativi alle concessioni di importo pari o superiore a 150.000, che i concessionari sono obbligati ad affidare mediante procedura ad  evidenza pubblica non riguarda i lavori eseguiti direttamente né quelli relativi alla manutenzione ordinaria.

Gaia Catalani

SHARE