Censis versus Bilancio

Oggi l’Aula del Senato approverà l’istituzione del “Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. 20 milioni per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Si tratta del riconoscimento del valore sociale ed economico della attività di cura non professionale prestato dalle famiglie agli anziani

Il Bilancio di previsione dello Stato mette sul tavolo un po di risorse (60 milioni in tre anni) per lenire il peso della cura degli anziani che oggi ricade interamente sulle famiglie. L’emendamento, recepito e approvato per il voto finale in Aula al Senato, è stato fortemente voluto da un folto drappello di senatori capitanati da Bignami, Sacconi, Paolo Romani e Quagliariello. Misura encomiabile, il cui valore può essere meglio compreso all’interno del quadro “salute-cura” certificato dal Censis, le cui pubblicazioni “autorevoli” vengono prese in considerazione per la stesura di programmi di sviluppo a lunga scadenza dagli apparati centrali e periferici dello Stato (Ministeri), enti locali (Comuni, Province e Regioni), ma anche da grandi aziende sia private che pubbliche e da organismi nazionali e internazionali.

Questa la fotografia scattata dell’Istituto:
12,2 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente) e 9 milioni di essi per motivi economici. Le difficoltà di accesso al sistema sono aumentate: per una mammografia si attendono in media 122 giorni, 60 in più rispetto al 2014, al mezzogiorno l’attesa arriva in media 142 giorni. Per una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni e al centro sud, per non sbagliarsi, ne occorrono 109. Per una visita cardiologica 67 e per una ginecologica 47. La mobilità sanitaria è arrivata a 4,3 miliardi, rappresentata da tutti coloro che sono costretti a migrare per curarsi. La spesa privata è salita a 35 miliardi, 583 € a testa.

Il governo stanzia 60 milioni per i familiari che cureranno i loro cari in casa. Niente rispetto ad una possibile ed incisiva politica di contenimento e razionalizzazione della spesa sanitaria assistenziale.

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