Vento di cambiamenti in Europa sul mercato unico digitale 

Passi avanti dell’Ue sulle modifiche alla direttiva per i servizi di media audiovisivi. Inclusi nella nuova disciplina anche i social media, a tutela dei minori e contro l’incitamento alla violenza

Esattamente un anno fa la Commissione europea per la cultura e l’istruzione (CULT) ha presentato la sua proposta sulla strategia per il mercato unico digitale. Dopo che plenaria del Parlamento europeo ha dato il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio è stato raggiunto un orientamento generale sulla proposta di revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (SMA). L’obiettivo della proposta è quello di rispondere ai cambiamenti senza precedenti verificatisi nel mercato tecnologico che potenziano la competitività dell’industria audiovisiva europea, facendo emergere la necessità di una disciplina volta a salvaguardare i valori fondamentali quali la tutela dei minori, il pluralismo dei media, la diversità culturale e la protezione del consumatore.

La proposta della Commissione allinea le regole per la trasmissione televisiva e on-demand ed estende il campo di applicazione della direttiva alle piattaforme di video-sharing, che dovranno essere conformi alle norme in materia di tutela dei minori e di protezione di tutti i cittadini contro l’incitamento all’odio e alla violenza.

La proposta semplifica le norme dello Stato di origine (dove i fornitori dei servizi sono soggetti solo alle regole applicabili nel Paese in cui si trova la loro sede) e provvede a stabilire  gli obblighi più rigorosi per la promozione delle opere europee per i servizi on-demand.

A seguito di un intenso lavoro in Consiglio nel corso della Presidenza slovacca e Maltese sono stati concordati i seguenti elementi:

  • il campo della direttiva è stato esteso per includere i servizi di “social media” dove la fornitura dei contenuti audiovisivi costituisce una parte essenziale;
  • le norme sulle competenze sono state semplificate e le procedure di cooperazione sono state rafforzate per affrontare i problemi relativi ai servizi transfrontalieri, ad esempio, quelli derivanti dai fornitori con la sede in un Paese che però, mirano al pubblico in un altro Stato membro. Inoltre si è stabilito che debba essere rispettata la scadenza di due mesi per le regolazioni nazionali quando ricevono la richiesta da un altro Stato membro;
  • la promozione delle opere europee si applicherà anche ai fornitori di servizi on-demand attraverso una quota minima del 30% delle opere europee che si troveranno nei loro cataloghi e attraverso la possibilità per gli Stati membri di richiedere un contributo finanziario da parte dei fornitori di servizi media, compresi quelli situati in un altro Stato membro, con esenzioni per le stat-up e per le piccole imprese.

Il ministro della giustizia, Owen Bonnici, ha dichiarato: “Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto l’accordo sui servizi di media audiovisivi. E’ una direttiva complessa e tocca temi molto sensibili come il mercato interno, i diritti e le libertà fondamentali, la diversità culturale e la tutela dei minori. Ma il mercato e la tecnologia si stanno sviluppando rapidamente. Dobbiamo agire in modo che le norme in materia mantengono il passo con questi cambiamenti. L’accordo raggiunto nel Consiglio costituisce un ulteriore passo avanti nel completamento del mercato digitale unico che è vitale per la prosperità futura dell’Europa”.

L’accordo aprirà la strada per avviare i negoziati con il PE per poter adottare la direttiva il più presto possibile.

Monika Kakol

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