Alitalia, la tempesta perfetta: Calenda scatena il caos

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Le dichiarazioni del ministro sulla cattiva gestione dell’azienda lo schieramento del governo in difesa del personale, scatenano i sindacati

Alitalia gestita male, nessun esubero è permesso. Lo ha detto il ministro Calenda. “La situazione di Alitalia indica che l’azienda è stata gestita male”. E’ quanto ha affermato il ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, rispondendo ad alcune domande sulla situazione della compagnia.

Calenda: non si può parlare di esuberi

“Alitalia è un’azienda totalmente privata – ha detto – con problemi evidenti di gestione” e non è accettabile che una gestione negativa ricada sui lavoratori. “Noi abbiamo detto che
non si può parlare di esuberi prima di conoscere il piano industriale. Se si pensa che il problema si risolve solo tagliando il personale significa che è un’azienda che non funziona”.

Barbagallo: Calenda ha ragione, management non credibile

Sulla vicenda Alitalia, “ha ragione il ministro Calenda. Lo avevamo detto anche noi qualche giorno fa: il management di questa azienda non è credibile, non solo perchè, dopo aver fallito su quello precedente, non ha ancora presentato il nuovo piano industriale, ma anche perchè sembra averne uno inaccettabile”. “Se fossero confermati i tagli paventati, infatti, l’entità sarebbe tale da prefigurare la dismissione della compagnia, seppur non più pubblica, comunque ancora italiana. Le categorie hanno chiesto un incontro urgente: che si faccia subito per sgombrare il campo da pretese inaccettabili e insostenibili”, ha concluso Barbagallo.

Zingaretti: condivido le parole del Ministro Calenda

“Guardiamo con grande preoccupazione a quanto sta avvenendo in Alitalia”. Non lasciano spazio a dubbi le parole del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha fatto riferimento al fatto che “oggi c’è stata la presa di posizione da parte del governo molto netta nei confronti dell’azienda con il ministro Calenda e questi sono momenti nei quali bisogna far sentire la presenza delle istituzioni vicino alle persone che hanno più bisogno”.

Quanto a chi accusa il governo italiano di non aver mai messo una lira in Alitalia Zingaretti ha precisato:”Storicamente non è proprio cosÏ, anzi. Da quando, credo, il presidente Berlusconi avviò il processo di privatizzazione e di ricerca di partner si sia aperta una fase che oggi il ministro Calenda ha sintetizzato purtroppo con una società che non è stata gestita bene ed ora le colpe non debbono ricadere sui lavoratori. Io ringrazio il ministro e mi permetto di fare mie e condividere queste parole perchè questo deve essere l’approccio quando ci si siederà ad un tavolo per capire come rimettere in campo Alitalia. Chiariamo prima di tutto le responsabilità di quanto accaduto” ha concluso.

Furlan: da Calenda osservazioni corrette. Ora confronto

“E’ inaccettabile che si parli nuovamente di esuberi e di taglio al costo del lavoro in Alitalia
senza che sia stato presentato un serio piano industriale. E’ molto corretta la posizione espressa dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda”. Lo ha detto a Bologna a margine di una iniziativa del sindacato, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“Non si possono scaricare le responsabilità evidenti del management ancora una volta sui lavoratori. E’ un film gi‡ìà visto altre volte in Alitalia. Se ci sono dei problemi di gestione e di business plan, la compagnia non può scaricarli sui lavoratori o sulle condizioni salariali. Per questo è opportuno che si apra un confronto serio tra l’azienda ed il sindacato, con un ruolo attivo e responsabile del governo, per dare una prospettiva di sicurezza al trasporto aereo e garanzie alle tante lavoratrici ed ai lavoratori di Alitalia che in poco meno di otto anni hanno già subito pesanti ripercussioni sul piano occupazionale”, ha concluso Furlan.

Minnucci (Pd): bene Calenda, ora intervenga governo

“Le dichiarazioni del ministro Calenda testimoniano la volontà del governo di intervenire nella questione Alitalia al fine di risollevare le sorti dell’ex compagnia di bandiera e salvaguardare i posti di lavoro dei suoi dipendenti che, come da cronaca, rimangono sul piede di guerra a difesa dei propri diritti”. Lo ha detto il deputato Dem Emiliano Minnucci, commentando le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico.

“Gestione approssimativa di Alitalia – ha aggiunto – che non può ricadere sui lavoratori con eventuali licenziamenti: con questa considerazione il ministro ha posto finalmente l’accento sulla situazione delicata vissuta nei nostri comparti aeroportuali dove la crisi occupazionale sta prendendo sempre più piede mettendo a rischio non solo il futuro dei lavoratori ma anche la competitività del nostro Paese sia sul piano dei trasporti che, inevitabilmente, su quello turistico. Ora, così come sostenuto in questi giorni in merito ai licenziamenti avallati da Ecotech, che fortunatamente hanno conosciuto una soluzione positiva grazie agli accordi sottoscritti dalle forze sindacali e dalle società operanti nello scalo di Fiumicino, ribadisco la necessità di un serio e imminente intervento del governo al fine di porre rimedio a questa emergenza occupazionale vissuta nei nostri aeroporti dove sembra che i tagli al personale rappresentano le uniche soluzioni ai problemi delle aziende”, ha concluso Minnucci.

Governo striglia Alitalia, per Calenda è stata gestita male

Il Governo striglia l’Alitalia. Dopo le tensioni di lunedì scorso, quando i vertici della compagnia, senza il presidente Luca Cordero di Montezemolo, si sono presentati al tavolo con i ministri per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda e ai Trasporti, Graziano Delrio, senza un Piano industriale già pronto. Oggi il responsabile del dicastero di via Veneto è tornato sull’argomento e ha pesantemente criticato la gestione manageriale.

“La situazione di Alitalia indica che l’azienda è stata gestita male – ha detto Calenda -. Alitalia è un’azienda totalmente privata con problemi evidenti di gestione”. “Noi abbiamo detto – ha poi ribadito il ministro – che non si può parlare di esuberi prima di conoscere il piano industriale. Se si pensa che il problema si risolve solo tagliando il personale significa che è un’azienda che non funziona”. Emerge chiaro quindi tutto l’imbarazzo del Governo per la situazione di empasse che sembra regnare all’interno della compagnia per la
mancanza di accordo sul nuovo Piano industriale.

Montezemolo: polemiche fuori luogo

Prova a gettare acqua sul fuoco Montezemolo, definendo ogni tipo di polemica fuori luogo e assicurando l’impegno per la realizzazione di un Piano industriale in tre settimane frutto
della condivisione di tutti gli attori in campo. Intanto però il management deve disinnescare la grana lanciata dai sindacati che ieri hanno avviato le procedure per la proclamazione di uno sciopero a febbraio, lamentando l’assenza di un confronto.

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