Banche venete, questione di fiducia per arginare la sfiducia

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Il dl finalizzato ad evitare il fallimento delle banche venete è vicino all’approvazione a Montecitorio. L’accordo con Banca Intesa è stato ritenuto, dal Governo, l’unico possibile

Sul decreto legge approvato in fretta e furia del Governo in una calda domenica estiva per scongiurare il fallimento delle banche venete, (C. 4565-A) verrà votata oggi la fiducia a Montecitorio chiesta ieri dalla ministra Finocchiaro, tra le proteste dei parlamentari pentastellati che hanno esposto, per l’occasione, un enorme striscione sul quale campeggiava la scritta ”#ladridirisparmi”.

I contenuti del dl banche venete

L’obiettivo dell’articolato è quello di facilitare la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A., garantendo, contestualmente, la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio.

La strada maestra scelta è stata quella della vendita di parte delle attività delle due banche ed il trasferimento del relativo personale ad un unico acquirente, individuato in Intesa Sanpaolo.

Concretamente, il decreto legge prevede una iniezione di liquidità pari a circa 4,8 miliardi di euro oltre alla concessione di garanzie statali, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro, sul finanziamento della massa liquidatoria dei due istituti da parte di Intesa Sanpaolo.

Forte radicamento territoriale delle banche venete

Come ha evidenziato l’on. Giovanni Sanga, relatore per la maggioranza, il provvedimento sulle banche venete ha fatto discutere molto sia all’interno delle sedi istituzionali che nel Paese. ”Le banche coinvolte – infatti – avevano un forte radicamento territoriale, rappresentavano un punto di riferimento imprescindibile, soprattutto per le comunità del Veneto. Queste banche sono state spesso identificate con l’intraprendenza, la laboriosità, il rigore, la solidità di quelle terre, terre segnate da un forte dinamismo imprenditoriale, da una cultura del lavoro, che non ha eguali in Italia e in Europa. Quello che è avvenuto ha sconvolto l’intero Paese. Negli ultimi tempi, dietro la parvenza dell’efficienza e della garanzia, che questi istituti di credito manifestavano, si nascondevano illegalità diffuse, clientele, interessi personali, una gestione criminale dell’azienda e dell’erogazione del credito, che ha seminato sconcerto, disprezzo, ha distrutto un rapporto di fiducia ultra secolare”.

Accordo con Banca Intesa

L’accordo con Banca Intesa, una delle più solide banche a livello europeo, è stato ritenuto l’unico possibile nel contesto del panorama del settore creditizio. L’emanazione del decreto legge in conversione in Parlamento ha consentito che tutti gli sportelli bancari della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca rimanessero aperti e che i depositi dei correntisti fossero garantiti così come le linee di credito aperte dagli imprenditori ed i mutui per attività produttive e famiglie.

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