Lobbying, verso il varo del regolamento

lobbying

Pronto il regolamento sull’attività di lobbyng. Iscrizione obbligatoria al Registro, no ai condannati e spazi riservati all’interno di Montecitorio

Il regolamento che disciplinerà l’accesso dei lobbisti a Montecitorio è in dirittura d’arrivo.

Sette articoli per disciplinare l’attività di lobbying

L’ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha esaminato il testo predisposto dalla vicepresidente Marina Sereni del PD che dà concreta attuazione a quanto approvato nella scorsa primavera da parte della Giunta per il regolamento.

Si tratta in tutto di sette articoli attraverso i quali si provvede a stabilire le regole a cui ci si dovrà attenere nell’esercizio dell’attività di rappresentanza di interessi.

Eventuali proposte di modifica dovranno essere presentate entro il prossimo 26 gennaio. Si tratta dell’ultimo, necessario passaggio tecnico, che non dovrebbe presentare problemi visto che il regolamento era stato varato con il consenso di tutti i gruppi ad eccezione del solo Movimento 5 Stelle che si era astenuto ritenendolo un ”semplice registro degli ingressi”.

Il Registro dei lobbisti a garanzia della trasparenza

L’istituzione del Registro costituisce garanzia di pubblicità e trasparenza nello svolgimento dell’attività di lobbying – ha dichiarato l’on. Sereni. Si avrà una suddivisione in sezioni a seconda della tipologia dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) che si iscriveranno e che per farlo dovranno possedere determinati requisiti di onorabilità ed affidabilità. I tesserini per accedere alla Camera dei deputati verranno rilasciati sulla base dell’iscrizione al Registro la cui tenuta è affidata al Collegio dei questori.  Annualmente i soggetti iscritti dovranno presentare una relazione sull’attività svolta.

Spazi dedicati all’interno di Montecitorio

Una importante innovazione è costituita dalla previsione di uno spazio attrezzato dedicato ad ospitare i soggetti iscritti nel Registro in occasione dell’esame dei provvedimenti più importanti che la Camera dei deputati si troverà a discutere. Ciò, oltre a facilitare le organizzazioni che professionalmente svolgono l’attività di rappresentanza di interessi, costituisce un importante riconoscimento del ruolo da essi svolto nel fare da ”trait d’union” tra società civile e mondo della politica.

L’iscrizione al Registro è interdetta a chi ha subito, ”nell’ultimo decennio, condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione o la fede pubblica o il patrimonio”.

La Camera fa da apripista in attesa di una legge sull’attività di lobbying

Il regolamento in via di approvazione disciplinerà l’attività di lobbying esclusivamente all’interno di uno dei due rami del Parlamento, in attesa che il legislatore provveda a regolamentare complessivamente, con legge, il ruolo e lo spazio della rappresentanza di interessi nei confronti di tutte le istituzioni pubbliche. Giacciono da tempo al Senato diversi provvedimenti di cui è stato anche avviato l’esame, ma che sono rimasti insabbiati e che difficilmente arriveranno in porto prima della fine della legislatura in corso.
Alla luce di tutto ciò, la autoregolamentazione di cui la Camera dei deputati si sta dotando assume una grande importanza anche dal punto di vista simbolico e costituisce una sorta di “prototipo” a cui, volendo si potrà fare riferimento anche per un intervento di carattere normativo generale. (Martina Battelli)

SHARE