Armi nucleari, i partiti chiedono lo stop

“In pericolo la sopravvivenza della specie umana e del pianeta” ha dichiarato Marcon, firmatario di una delle mozioni alla Camera

Oggi alla camera si discute le mozioni presentate dai deputati Tatiana Basilio (M5S), Giulio Marcon (SI) e Gianluca Pini (Lega Nord) riguardante la detenzione e la vendita delle armi nucleari.

La questione gira intorno al trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) che prevede che ciascuno degli stati militarmente non nucleari si impegni a non ricevere da chiunque armi o altri congegni nucleari esplosivi. Ad avviso dei firmatari delle mozioni di cui oggi si discute, l’Italia continua a mettere a disposizione il proprio territorio per l’installazione, il transito, la detenzione e l’uso di queste armi. Ciò avviene quindi in contrasto con il TNP.

L’Italia è la nazione con il più alto numero di ordigni nucleari Usa stoccati sul suolo europeo oltre ad essere l’unico paese in Europa con 2 basi nucleari: quella dell’areonautica militare di Ghedi e quella statunitense di Aviano (Pordenone). Su questo arsenale il governo italiano ha sempre rifiutato di fornire informazioni.

Il 7 luglio 2017 l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato il Trattato per il bando definitivo delle armi nucleari, a favore hanno votato 122 Paesi, ma tra questi non c’è l’Italia che non ha partecipato al voto. A giudizio dei firmatari delle mozioni (Basilio, Marcon e Pini), l’Italia si è di fatto adeguata al volere degli altri Paesi, soprattutto degli Stati Uniti e della Nato. Nonostante questo, essi ritengono che il trattato per il bando definitivo delle armi nucleari sia un passo fondamentale per il rilancio dell’azione di disarmo. Per queste ragioni, proseguono, serve che anche l’Italia sottoscriva e ratifichi il TNP e che il governo si impegni su più fronti:

  • Ad attivarsi presso la Nato e gli Stati Uniti, per chiedere un’ immediata rimozione di qualsiasi ordigno nucleare presente sul territorio Italiano.
  • Ad assumere iniziative per opporsi alla decisione degli USA di mantenere segreti i report delle ispezioni sulla sicurezza degli arsenali nucleari in Italia, visto che per l’opinione pubblica è impossibile avere informazioni sulla sicurezza della popolazione che abita vicino alle basi e dell’Italia.
  • A favorire il dialogo tra le maggiori potenze nucleari del pianeta, “quale miglior precondizione della progressiva e bilanciata riduzione degli ordigni atomici nel mondo cita il documento.

Nel mese di agosto c’è stato l’anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki e, nonostante questo, continuiamo ad assistere alle minacce della Corea del Nord e del terrorismo internazionale. Dopo eventi così traumatici è innegabile che le armi nucleari siano un pericolo per tutti noi e mettano a rischio “la sopravvivenza della specie umana e del pianeta, un rischio che appare tutt’altro che remoto in un mondo non pacifico” ha concluso Marcon nella sua mozione.

Giulia Fortunato

SHARE