Aree protette, il contributo degli oleodotti al recupero ambientale

Aree protette oleodotti

E’ quanto previsto da un emendamento del relatore al provvedimento in materia di aree protette: 100 euro per oleodotti o metanodotti

Un contributo al recupero ambientale anche dai titolari di oleodotti, elettrodotti e metanodotti. La proposta, contenuta in un emendamento del relatore al provvedimento sulle Aree protette (C. 4144), prevede infatti che: i titolari di autorizzazioni all’esercizio di oleodotti, metanodotti ed elettrodotti non interrati, situati nel territorio dell’area protetta, esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono tenuti a versare una tantum all’ente gestore dell’area medesima, in un’unica soluzione e a titolo di contributo alle spese per il recupero ambientale e della naturalità, in sede di prima applicazione, per ogni chilometro non interrato una somma pari a 100 euro per oleodotti o metanodotti e a 30 euro per ogni linea di elettrodotto ad alta tensione, a 50 euro per ogni linea di elettrodotto a media tensione non isolata e a 20 euro per ogni linea di elettrodotto a media tensione isolata.

Ad essere coinvolti nella proposta di modifica non sono soltanto gli oleodotti, elettrodotti e metanodotti. Nel testo dell’emendamento è scritto che dovranno contribuire anche i titolari di impianti di produzione di energia elettrica,i titolari di concessioni di coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi, i titolari di impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, i titolari di concessioni per pontile per ormeggio imbarcazioni

Gaia Catalani

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