Aree protette e gestione parchi, (forse) si cambia

Alla Camera è in corso un ciclo di audizioni sulla proposta di legge che modifica la disciplina delle aree protette. Nomina del direttore parco e competenze scientifiche, queste le priorità di Aidap e Fisna

E’ in discussione alla Camera il disegno di legge che si propone di modificare la disciplina sulle aree protette nazionali anche con riferimento alle aree marine protette, di cui alla legge quadro del 6 dicembre 1991, n. 394. Dopo l’approvazione in Senato, il testo è approdato alla Commissione ambiente della Camera dove è in corso un ciclo di audizioni per raccogliere le proposte di modifica al provvedimento da parte degli stakeholder.

Sono stati ascoltati i rappresentanti dell’Aidap, l’Associazione italiana dei direttori e funzionari delle aree protette, che hanno avanzato tre proposte specifiche: le procedure di nomina del direttore; l’indennizzo dei danni provocati dalla fauna nel parco e i poteri dell’organismo di gestione.

La nomina del direttore parco

Quanto alla prima questione, già da tempo l’Aidap sostiene che l’albo degli idonei all’esercizio della professione di direttore parco non sia lo strumento più efficace di selezione. La procedura selettiva, a cui tende la proposta di legge all’esame della Camera, individua i criteri di candidatura che a detta dell’Aidap risultano insufficienti nel senso che le competenze manageriali e ambientali non devono essere alternativi ma, piuttosto, professionalità che vanno di pari passo. In questo senso, le competenze dei candidati direttori non devono essere generiche ma riferirsi al settore ambientale  e delle aree protette. In questo modo, si evita che un dirigente o manager che abbia maturato professionalità in contesti diversi possa accedere alla selezione senza alcuna competenza specifica nel settore ambientale.

Aidap contro l’allargamento dei casi di indennizzo

Sul secondo punto, l’Aidap interviene sull’art. 7 del provvedimento che rischia di allargare i casi di indennizzo, ad esempio nei casi di incidenti stradali, andando così oltre i casi di danni prodotti da attività agricole e produttive. Questi casi, dice l’Aidap, non possono essere applicati ai parchi che non gestiscono la fauna per ridurre i potenziali danni da impatto delle auto che transitano sulla viabilità del parco. Bisognerebbe, quindi, prendere spunto dalle esperienze  di altri paesi dove è l’ente che gestisce la strada a occuparsi di prevenire e minimizzare i rischi di impatto con la fauna.

Aggiornare la normativa per gestire le aree protette

Infine, riguardo ai poteri dell’organismo di gestione dell’area naturale protetta, l’Aidap propone di aggiornare la normativa, attraverso la proposta di legge in esame, a seguito delle modificazioni e abrogazioni intervenute negli ultimi anni.

La Fisna alle audizioni

Anche la Fisna ha partecipato alle audizioni alla Camera. La Federazione italiana scienze naturali e ambientali riunisce circa venti società scientifiche composte da docenti universitari, ricercatori degli enti di ricerca pubblici ed esperti di alta professionalità. La Fisna ha proposto modifiche all’art. 9 del provvedimento, laddove si preveda la possibilità di selezionare ai vertici amministrativi dei parchi esperti adatti al singolo “contesto ecosistemico”. In questo modo sarebbe più forte il legame tra la comunità scientifica, rappresentata da Fisna, e gli organi di indirizzo e gestione parchi.

Luigi Della Luna Maggio

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