Ape volontaria vicina all’approvazione ma è scontro sulle pensioni

Ape volontaria

L’ape volontaria costituisce, secondo Landini, una misura palliativa e ignora alcune categorie di lavoratori. L’approvazione è prevista per la fine del mese

Bisognerà attendere la fine di agosto per l’approvazione del Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) concernente l’Ape volontaria e l’Ape aziendale, le due versioni di anticipo finanziario che consentono di accedere a una rendita ponte prima della pensione della lunghezza massima di 43 mesi per chi ha almeno 63 anni e 20 di contributi.

Stando alle nuove indiscrezioni sarà retroattiva, per il riconoscimento del diritto al 1° maggio scorso, in più avrà una clausola di allungamento in caso nel 2019 venissero modificati i requisiti di pensionamento in virtù dell’adeguamento alla speranza di vita, e ci saranno anche le clausole di conciliazione e mediazione per agevolare le certificazioni Inps sulle domande.

Il testo era già stato “corretto” dal Consiglio di Stato

Il provvedimento, che sarà approvato tra poche settimane, era stato già corretto tre settimane fa e contiene le modifiche richieste dal Consiglio di Stato. Una volta pubblicato in Gazzetta, forse entro i primi di settembre, diventeranno dunque operative anche le ultime due misure di flessibilità verso la pensione introdotte con la scorsa legge di Bilancio.

Le critiche dei sindacati: “i provvedimenti non saranno sufficienti”

Il provvedimento del governo è stato accolto, però, tiepidamente dall’ex segretario della Fiom, Maurizio Landini. In primis, si tratta di provvedimenti “palliativi”, inoltre si trattarebbe di una follia per il modo in cui è stata concepito attualmente, perchè, allo stato attuale, per andare in pesione la gente dovrebbe accendere un mutuo.

Inoltre, sempre secondo Landini, il decreto ignora completamente alcune categorie di lavoratori; si riferisce alle penalizzazioni per le donne e il lavoro di cura in primo luogo. Senza contare che il lavoro manuale ha un’aspettativa di vita minore rispetto al resto. Secondo Landini, tutte queste persone pagano la scelta sbagliata del governo Monti. Una scelta incentrata esclusivamente sul “fare cassa”.

Gaia Catalani

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